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Animali: 1.2 milioni uccisi dalle autorità USA nel 2019

Animali: 1.2 milioni uccisi dalle autorità USA nel 2019

Fonte immagine: Pixabay

Animali selvatici, 1.2 milioni uccisi nel 2019 dalle autorità USA: è quanto rivelano i dati dell'USDA, protestano animalisti ed esperti in conservazione.

1.2 milioni di animali sono stati uccisi dalle autorità statunitensi nel corso del 2019. È quanto emerge dall’ultimo report reso disponibile dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), completo dei dati più dettagliati su tutte le operazioni di contenimento di specie selvatiche.

Nonostante queste azioni siano considerate necessarie per la protezione della biodiversità, protestano le associazioni animaliste: le autorità avrebbero fatto ricorso a metodi brutali, non considerando adeguatamente alternative dolci.

Animali selvatici: le uccisioni in USA

Il Dipartimento dell’Agricoltura regolarmente monitora lo sviluppo delle popolazioni di animali selvatici e, quando in sovrannumero, procedere allo sfoltimento per evitare danni alla biodiversità. Un numero eccessivo di predatori, infatti, potrebbe seriamente minacciare la sopravvivenza di molte specie a rischio.

Nel corso del 2019, più di 1.2 milioni di animali sono stati sottoposti a soppressione. Fra questi, lupi grigi, orsi, bobcat, volpi, castori e uccelli. Circa 3.000 esemplari sarebbero stati uccisi involontariamente, poiché finiti nelle trappole destinate ad altre specie.

Nonostante nel 2016 una revisione del programma dell’USDA abbia introdotto metodi dolci per la contenzione di molte specie, come dissuasori sonori e apposite recinzioni, poco sarebbe stato fatto in questa direzione. Così come denuncia il reporter Christopher Ketcham, la grande parte delle soppressioni avviene con metodi brutali. Tra quesi, esche avvelenate, esche esplosive e tagliole, queste ultime vietate in 88 nazioni mondiali.

Le proteste

Le associazioni animaliste stanno protestando per la mancata implementazione delle misure dolci approvate nel 2016, anche in considerazione dei dati relativi alle attività dei ranger. Dal report emerge infatti come questi ultimi uccidano centinaia di migliaia di animali selvatici con colpi di arma da fuoco, con ritmi che non hanno eguali in altre nazioni mondiali.

Sul caso è intervenuta anche Collette Adkins, esperta di conservazione di specie carnivore per il Center for Biological Diversity. Adkins non è convinta che la soppressione di animali sia una strategia vincente per la contenzione:

Quando la popolazione di coyote è colpita, i rimanenti esemplari aumentano i loro ritmi di riproduzione, mettendo al mondo seconde cucciolate nella stessa stagione. Di conseguenza, la riduzione della popolazione è seguita da un veloce incremento con un conseguente aumento dei conflitti. […] Molti animali uccisi dai Wildlife Services sono in realtà ecologicamente importanti, inclusi carnivori preziosi come lupi e leopardi di montagna. Rimuovere questi predatori devasta l’ecosistema e aumenta la circolazione di pericolose prede, come i roditori, che distruggono i raccolti e diffondono malattie.

Fonte: Gizmodo

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