ANEV: scaduti i termini per i decreti attuativi sull’eolico

ANEV: scaduti i termini per i decreti attuativi sull’eolico

ANEV chiede al Governo di emanare al più presto i provvedimenti, liberando il settore dall'incertezza normativa che ha congelato gli investimenti

L’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) chiede al Governo di provvedere al più presto all’emanazione dei decreti attuativi relativi al Decreto Legislativo 28 del 3 marzo 2011 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, più noto come “decreto Romani”.

Il termine per l’approvazione dei decreti, che l’associazione giudica molto importanti per garantire al settore regole certe e trasparenti, scadeva oggi, ma dei provvedimenti non c’è ancora traccia. Con la conseguenza, denuncia ANEV, di una persistente incertezza normativa «che il comparto sta scontando con una crisi evidente». L’associazione, tuttavia, sembra disposta a pazientare ancora, purché il problema venga affrontato e risolto in maniera definitiva.

Comprendiamo perfettamente le difficoltà del Governo nel rispettare la scadenza prevista per oggi – ha dichiarato in un comunicato Simone Togni, Presidente dell’ANEV – Siamo pronti ad attendere ulteriormente purché questa pazienza sia ripagata con un provvedimento definitivo e risolutivo dei problemi che affliggono un settore tanto importante quanto l’eolico.

L’associazione, in particolare, spera che i decreti attuativi riescano a “riallineare gli incentivi ai costi delle tecnologie, introducendo magari un meccanismo automatico di adeguamento che modifichi il valore dell’incentivo nel tempo“. L’auspicio è che un meccanismo incentivante così congegnato permetta di accelerare il raggiungimento della grid parity e quindi l’eliminazione permanente dei sussidi statali.

L’importante, in ogni caso, è che i provvedimenti vengano varati al più presto, per ridare fiato a un settore che ha già sofferto per il taglio retroattivo degli incentivi e per l’applicazione, sempre retroattiva, della Robin Tax. Interventi che, denuncia ANEV, hanno bloccato del tutto gli investimenti nel comparto eolico, mettendo a rischio quasi 30mila posti di lavoro.

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