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Anche cani e gatti sono ottimisti o pessimisti: lo studio

Anche cani e gatti sono ottimisti o pessimisti: lo studio

Fonte immagine: Pixabay

Anche cani e gatti possono dimostrare un atteggiamento ottimista o pessimista alla vita: è quanto rivela un nuovo studio.

Anche cani e gatti possono dimostrare un atteggiamento ottimista o pessimista nella gestione della loro quotidianità. Non sarà forse una sorpresa per i tanti proprietari di quadrupedi, pronti a notare ogni variazione d’umore dei loro amici a quattro zampe, ma ora la conferma giunge dalla scienza. Lo rivela infatti uno studio condotto dalla Queen’s University di Belfast.

In modo molto simile agli umani, anche gli animali orientano le loro decisioni in base al grado di ottimismo, o di pessimismo, che li caratterizza. In particolare, questo atteggiamento di fondo è determinato dalle precedenti esperienze, ovvero quante volte hanno “vinto” oppure “perso” in un attività per loro considerata importante.

Cani, gatti e ottimismo

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B, ha voluto indagare un ambito solitamente ignorato nella ricerca sul comportamento animale: quello delle emozioni. Di solito non viene infatti valutato il peso delle emozioni percepite dall’animale, o l’umore del momento, nell’orientare decisioni o nel raggiungere determinate performance. Vengono invece presi in considerazione elementi come la velocità di reazione, la capacità di interazione con lo spazio e le persone, eventuali stimoli ambientali e molto altro ancora.

I ricercatori hanno quindi voluto condurre una review di studi precedenti, analizzando poi il comportamento animale in alcune comuni situazioni quotidiane. Nel far questo, gli esperti hanno individuato e soppesato il peso delle emozioni integrali (oggettivamente rilevanti) e integrali (oggettivamente irrilevanti) sulla performance, integrando in questa valutazione anche gli umori (stati affettivi).

In linea generale, gli esperti hanno scoperto come – in modo molto simile all’uomo – cani e gatti dimostrino un atteggiamento ottimista quando “vincono” e pessimista quando “perdono”. Ad esempio, se gli esemplari vengono sottoposti a task a ricompensa, è molto più probabile che raggiungano performance più elevate e si lancino senza indugi in nuovi compiti se l’esperienza iniziale vissuta è risultata positiva.

Questa relazione è stata osservata anche in natura. Gli animali che hanno vissuto esperienze di vincita frequente si lanciano con coraggio nella sfida con altri rivali, mentre quelli abbattuti da sconfitte ripetute tendono invece a darsi alla fuga. Così ha spiegato Andrew Crump, comportamentista autore dello studio:

Abbiamo scoperto che anche negli animali le emozioni influenzano comportamenti e capacità cognitive non direttamente collegate. Ad esempio, gli animali che hanno vinto delle sfide dimostrano un umore più positivo e si attendono meno predatori nel loro ambiente. Allo stesso modo, gli animali che hanno invece perso sperimentano emozioni negative ed evitano maggiormente future sfide. In entrambi i casi, l’umore può portare a comportamenti di mal-adattamento all’ambiente.

Nei cani e nei gatti, l’effetto dell’umore sulle performance è riconoscibile anche in moltissime vicissitudini quotidiane, alcune delle quali apparentemente innocue. Questo spiega perché, ad esempio, dinnanzi a un cumulo di foglie secche alcuni animali si lancino a capofitto nella ricerca di un immaginario predatore e altri, invece, mantengano le distanze spaventati.

Gli autori sottolineano come lo studio delle emozioni sia sempre più necessario nella ricerca scientifica, perché permetterà di avviare dei programmi di protezione e conservazione degli animali più mirati, pensati per aiutarli ad adattarsi con più facilità ai cambiamenti del loro ambiente di vita.

Fonte: Daily Mail

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