Amianto, per il ministro Balduzzi è emergenza nazionale

Amianto, per il ministro Balduzzi è emergenza nazionale

Balduzzi punta il dito sull'emergenza eternit e amianto, per la quale occorre un intervento di bonifica a tappeto. Resta però il problema dei costi.

Una emergenza nazionale che richiede una serie di interventi organici e tempestivi. Così il ministro della Salute Renato Balduzzi ha definito il problema amianto, convocando a Casale Monferrato un incontro tra scienziati, ministri competenti (Elsa Fornero e Corrado Clini), giuristi specializzai (il procuratore Raffaele Guariniello), e assessori alla Sanità dei comuni più coinvolti (Coletto e Monferrino).

Il ministro si è detto consapevole della necessità di intervenire, dichiarando:

L’emergenza amianto impone un insieme coordinato di interventi, a partire dalla bonifica dei siti maggiormente contaminati, dal loro monitoraggio nonché dalla predisposizione di percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti e di sostegno per le famiglie.

In occasione del meeting, è stato presentato il 15imo volume della collana “Quaderni della salute”, intitolato appunto “Stato dell’arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate”. L’opera contiene contributi dei massimi esperti dell’argomento e una presentazione dello stesso ministro Balduzzi. Secondo i redattori del volume, l’epidemia causata dall’eternit deve ancora conoscere il suo momento peggiore, dal momento che le malattie causate dall’amianto richiedono di solito tempi molto lunghi prima di manifestarsi.

Ha aggiunto Balduzzi a questo proposito:

Tra gli aspetti che rendono più gravoso il contrasto a tali malattie vi è il lungo periodo di latenza prima che esse si manifestino, fino a 30-40 anni: un arco temporale che fa attendere il picco delle manifestazioni delle patologie tra il 2015 e la fine di questo decennio.

Il problema, come spesso accade, è prima di tutto di natura economica. Gli interventi di bonifica costano, e lo Stato non sembra disporre delle risorse necessarie per risanare tutti i siti interessati dalla contaminazione, avvelenati, secondo le stime, da 3,5 milioni di tonnellate di materiale inquinante da rimuovere.

Resta da capire, pertanto, come sceglierà di muoversi il Governo e quale sarà la priorità per gli interventi da programmare. Una domanda che interessa soprattutto le popolazioni che, come quella di Casale Monferrato, vivono da decenni a contatto con l’eternit.

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