Ambiente, uccisi 212 attivisti nel 2019: 64 solo in Colombia

Ambiente, uccisi 212 attivisti nel 2019: 64 solo in Colombia

Sono 212 gli attivisti uccisi nel solo 2019 secondo Global Witness: Colombia e Filippine i Paesi a maggiore rischio per chi difende l'ambiente.

Il 2019 è stato un anno molto difficile per l’ambiente e gli ambientalisti. Nel mondo sono stati uccisi 212 attivisti ambientali, con il record di omicidi che appartiene alla Colombia. Qui ben 64 persone sono stati assassinate per aver ostacolato interessi economici contrari al benessere della natura.

Il secondo Paese per numero di ambientalisti uccisi risultano essere le Filippine, 43 omicidi nel solo 2019. Ad alto rischio anche Brasile (24), Messico (18), Honduras (14), Guatemala (12) e Venezuela (8). Le restanti uccisioni sono avvenute in India (6), Nicaragua (5) e Indonesia (3), mentre due attivisti assassinati in Burkina Faso, Kazakhstan, Repubblica Democratica del Congo e Romania. Un assassinio in Bolivia, Cambogia, Costa Rica, Ghana, Kenya, Perù e Uganda.

I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto redatto da Global Witness, che dal 2012 fornisce dei resoconti sugli omicidi degli ambientalisti nel mondo. Secondo i vari report l’America Latina è il teatro del maggior numero di delitti contro gli attivisti ambientali. L’Amazzonia è invece il luogo dove avviene il 90% degli omicidi a sfondo ambientale in Brasile.

Colombia a forte rischio per colpa di bande armate che si oppongono alla sostituzione delle colture voluta dal governo colombiano. Grazie a un sistema di incentivi le autorità hanno incoraggiato l’abbandono delle coltivazioni di coca in favore di colture legali. Hanno perso la vita 14 ambientalisti colombiani impegnati proprio in questa difficile transizione.

Secondo il rapporto di Global Witness le Filippine pagherebbero l’elezione nel 2016 del presidente Rodrigo Duterte. Da allora il governo avrebbe agito in costante azione diffamatoria ai danni degli ambientalisti, dando origine a un generale clima di “diffusa impunità per i loro aggressori”. Preoccupazione espressa infine anche per gli effetti della pandemia di Coronavirus, che rischiano di inasprire il prossimo bilancio.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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