Ambiente: italiani preoccupati da cambiamenti climatici e inquinamento

Ambiente: italiani preoccupati da cambiamenti climatici e inquinamento

Fonte immagine: Pixabay

Gli italiani sono sempre più preoccupati dai problemi ambientali, tra le paure maggiori insieme a terrorismo e disoccupazione.

Gli italiani sono sempre più preoccupati dai problemi ambientali, che rientrano tra i timori maggiori insieme al terrorismo, alla disoccupazione e all’emergenza immigrazione. A rivelarlo è un sondaggio condotto dall’istituto di ricerche Lorien Consulting, presentato questa mattima al Forum sui Rifiuti di Legambiente in corso a Roma, giunto quest’anno alla sua terza edizione.

Dalla ricerca è emerso che il 35% degli italiani è preoccupato da tematiche ambientali. I cittadini nutrono sfiducia nei confronti delle attuali politiche ambientali, considerate misure tampone. Gli italiani sono ben consapevoli che occorrono investimenti strutturali per prevenire e rimarginare le ferite ambientali. Tra le misure indicate dai cittadini per uscire dalla crisi ecologica figurano maggiori investimenti nelle energie rinnovabili e un grande piano di messa in sicurezza del territorio.

Il 57% dei cittadini ha sviluppato una coscienza ecologica e fa autocritica, ritenendosi responsabile in prima persona della tutela ambientale. Sul fronte ambientale l’insoddisfazione maggiore si rileva nella gestione dei rifiuti, ritenuti una delle più gravi minacce ambientali dal 28% degli italiani. I cambiamenti climatici sono temuti dal 30% degli intervistati. L’inquinamento industriale e lo smog rappresentano una fonte di preoccupazione rispettivamente per il 34% e per il 44% della popolazione.

Gli italiani non si limitano a nutrire timori, ma cercano di fugare le loro paure impegnandosi a ridurre la loro impronta ecologica. Ottimi i dati sulla raccolta differenziata: Il 93% del campione interpellato dichiara di farla. Il 59% si impegna a differenziare correttamente i rifiuti per tutelare l’ambiente.

La ricerca ha fatto inoltre emergere un interesse crescente degli italiani verso l’economia circolare, ritenuta una soluzione alla crisi ambientale ed economica che affligge il Paese. Il 92% dei cittadini la ritiene vantaggiosa. Una sensibilità che, come spiega la presidente di Legambiente Rossella Muroni, si sta già traducendo in risultati concreti:

In Italia per ogni milione di euro di PIL infatti produciamo 42 tonnellate di rifiuti a fronte delle 65 prodotte dalla Germania per esempio, grazie alla capacità di recupero e riuso dei rifiuti nel settore produttivo.

Soddisfatto dai dati raccolti dalla Lorien Consulting è anche il presidente del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati Paolo Tomasi, che ha sottolineato i risultati ottenuti negli ultimi anni grazie alla cooperazione tra le associazioni ambientaliste e i consorzi di filiera.

Il vicepresidente del Kyoto Club Francesco Ferrante ha spiegato che in Italia l’economia del riciclo acquista un ruolo ancora più importante, perché il nostro Paese è costretto a importare gran parte delle materie prime.

Al Forum oggi è stato presentato anche il report sull’edilizia sostenibile, redatto dall’osservatorio Recycle di Legambiente. Lo studio elenca una serie di progetti virtuosi in cui sono stati impiegati materiali di riciclo per realizzare nuovi edifici, riducendo i prelievi dalle cave. Tra questi anche grandi opere come lo Juventus Stadium e il Palaghiaccio di Torino.

Gli esperti hanno ricordato che i materiali da riciclo, oltre ad avere un impatto ambientale minore, sono anche più competitivi e ormai garantiscono le stesse prestazioni di quelli tradizionali. I vantaggi per l’ambiente sono notevoli: per fare solo un esempio riciclando una maggiore quantità di pneumatici fuori uso sarebbe possibile risparmiare l’emissione di 225 mila tonnellate di CO2.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Ecomondo 2018: intervista a Giovanni Teodorani Fabbri – Fater SMART