Ambiente, ISTAT: verde urbano e raccolta differenziata in aumento

Ambiente, ISTAT: verde urbano e raccolta differenziata in aumento

Fonte immagine: Flickr

Il report dell'Istat Noi Italia 2015 svela i progressi compiuti dall'Italia sul fronte della raccolta differenziata, delle rinnovabili e del verde urbano.

L’ISTAT ha pubblicato l’edizione 2015 del report “Noi Italia”, una fotografia del Paese dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Per quanto riguarda l’ambiente, l’istituto di statistica ha rilevato dei progressi dell’Italia sul fronte della raccolta differenziata e del verde urbano.

I dati raccolti dagli analisti, riferiti al 2013, svelano infatti che le aree verdi in città sono aumentate dello 0,7% rispetto al 2012, pari al 2,7% del territorio complessivo occupato dai Comuni italiani capoluogo di provincia.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata nel 2013 si è registrato un lieve calo della media pro capite rispetto al 2012. Nel 2013 ciascun abitante ha differenziato 491,3 kg di rifiuti urbani, pari a circa 12,5 kg in meno rispetto all’anno precedente.

Le regioni più virtuose sono quelle del Centro Italia che avviano al riciclo la quantità maggiore di rifiuti urbani. Il 58,8% della frazione totale raccolta proviene dal Nord-Est. Malgrado il leggero decremento registrato nella raccolta pro capite, l’Italia è tra i Paesi europei leader nella raccolta differenziata. La media europea non supera i 215 kg per abitante.

Grazie allo sviluppo della filiera del riciclo nel 2013 è leggermente diminuita la fetta di rifiuti conferiti in discarica, pari al 36,9%. In Italia nel 2013 è stato avviato a raccolta differenziata ben il 42,3% dei rifiuti urbani, 2,3 punti percentuali in più rispetto al 2012.

Il report dell’ISTAT Noi Italia 2015 dipinge un quadro decisamente più sconfortante sul fronte dell’inquinamento. Lo scorso anno a segnalare la presenza di cattivi odori o aria irrespirabile nell’area di residenza è stato infatti il 34,4% delle famiglie italiane.

L’inquinamento da fertilizzanti risulta invece in calo. Nel 2013 su ciascun ettaro coltivato sono stati impiegati 0,94 quintali di fertilizzanti semplici, pari a 0,3 quintali in meno rispetto al 2012. Il calo registrato tra il 2001 e il 2013 è di quasi il 40%.

Dal rapporto dell’ISTAT emerge inoltre che l’attenzione crescente dei consumatori per i prodotti di qualità ha portato il numero di specialità agroalimentari italiane certificate a quota 261. In aumento anche le aziende agrituristiche che nel 2013 hanno raggiunto le 21 mila unità.

Il primato per numero di agriturismi lo detiene la Toscana che ospita un quinto delle strutture agrituristiche presenti in tutta Italia. L’imprenditoria femminile sta mostrando grande interesse per il settore, tanto che un terzo degli agriturismi italiani è gestito da donne.

Gli italiani si scoprono più attenti e consapevoli anche sul fronte del risparmio energetico. I consumi di elettricità nel 2013 si sono attestati su 4.856,0 kWh pro capite. Incoraggianti i dati sulla produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Nel 2013 la fetta di energia prodotta in Italia impiegando energie pulite è salita al 33,7%, facendo segnare una crescita del 6,8% rispetto al 2012. Come riporta l’ISTAT:

Nella distribuzione territoriale delle fonti rinnovabili prevalgono l’apporto idrico nelle regioni montuose e la fonte eolica nel Mezzogiorno; lo sviluppo della produzione elettrica da biomasse risulta invece sostanzialmente uniforme sul territorio nazionale, mentre la Toscana è la sola regione a produrre energia geotermica.

Sul fronte dei trasporti l’Italia detiene la maglia nera in Europa: gli italiani non rinunciano all’automobile. Il nostro Paese è uno dei più motorizzati dell’Unione Europea, secondo solo al Lussemburgo. L’ISTAT evidenzia che ogni mille abitanti si contano 608 autovetture.

Va meglio invece sul fronte delle aree naturali protette. Nel 2014 il 19,3% della superficie nazionale è risultata tutelata dalla Rete Natura 2000, mentre la media UE 28 non ha superato il 18,1%. Solo il 3,7% delle aree marine italiane risulta invece protetto.

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