Amazzonia, Brasile chiude maxi area protetta e apre alle miniere

Amazzonia, Brasile chiude maxi area protetta e apre alle miniere

Nuovo e clamoroso attacco all'Amazzonia da parte dell'attuale governo del Brasile, guidato da Temer: nel mirino l'ampia area protetta della Renca.

Un nuovo e deciso attacco all’Amazzonia da parte del governo di Michel Temer. Il presidente brasiliano ha di fatto dato il via libera alla cancellazione di una vastissima area protetta, la Renca, per far posto a trivelle e miniere. Il Brasile rischia di rimuovere dalla faccia della Terra una porzione di foresta Amazzonica corrispondente all’incirca al Nord Ovest italiano (Lombardia inclusa).

La porzione di Amazzonia a rischio si estende per 46 mila chilometri quadrati. La sua scomparsa provocherebbe un danno naturale enorme secondo gli attivisti, con ripercussioni catastrofiche per la biodiversità e l’equilibrio naturale. Il peggior disastro in 50 anni secondo il WWF, secondo il quale deriveranno dalle nuove trivellazioni un boom demografico accompagnato da distruzione dei bacini idrici, della varietà naturalistica della regione e ovviamente a una massiccia deforestazione.

Un’area protetta quella della Renca fondata nel 1984 dall’allora regime militare e nel frattempo progressivamente circondata da comunità di indigeni, riserve biologiche e parchi nazionali. Forti critiche e preoccupazione sono espresse anche dal senatore Randolfe Rodrigues, eletto proprio in quella regione e ora all’opposizione:

Questo decreto è il più forte attacco all’Amazzonia degli ultimi 50 anni. Nemmeno la Transamazzonica è stata così offensiva, nessuno immaginava che il governo Temer potesse osare tanto.

Presidente Temer che ha resistito a una procedura di “impeachment” solo grazie al voto del Parlamento e che, in vista delle elezioni presidenziali del 2018, lancia uno degli ultimi e più pesanti attacchi al patrimonio forestale brasiliano. Tornata elettorale che potrebbe sancire il clamoroso ritorno alla presidenza di Lula. Come ha dichiarato Michel de Souza, coordinatore WWF Brasile:

Lula da Silva and Dilma Rousseff erano molto più attenti a salvaguardare il nostro patrimonio naturale. Nessuno ignora l’importanza dell’attività mineraria per risollevare il Paese. Ma se il governo tirerà dritto senza valutare le conseguenze sull’ambiente e sulle comunità locali andremo incontro a una catastrofe annunciata.

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