Amazzonia: Bolsonaro indebolisce l’agenzia per la tutela ambientale

Amazzonia: Bolsonaro indebolisce l’agenzia per la tutela ambientale

Fonte immagine: Wikimedia/Pexels

Bolsonaro sta smantellando l'Ibama, l'istituto brasiliano nato per la tutela ambientale e la protezione della foresta amazzonica: è quanto rivela Reuters.

I recenti incendi in Amazzonia, e la conseguente mobilitazione a livello internazionale, non sembrano aver convinto Jair Bolsonaro a modificare la propria linea politica. Il Presidente del Brasile, secondo quanto svelato da un’inchiesta Reuters, avrebbe infatti deciso di indebolire la locale agenzia per la tutela ambientale e la protezione della foresta pluviale, definendola come “un impedimento allo sviluppo della Nazione”.

Basandosi sulle rivelazioni di 10 dipendenti dell’agenzia, sull’analisi di alcuni documenti pubblici e su alcuni report governativi interni al Ministero dell’Ambiente, Reuters ha scoperto un piano per ridurre le potenzialità dell’Ibama, l’Istituto brasiliano dell’ambiente e delle risorse naturali rinnovabili. Dal primo gennaio 2019, ad esempio, Bolsonaro ha ridotto del 25% il budget dell’istituto, un taglio che per il 23% ha pesato proprio sul fondo per la prevenzione e il controllo degli incendi in Amazzonia.

Ancora, secondo quanto riferito sempre da Reuters, sarebbero stati ridotti i poteri dell’Ibama nell’intervenire per la contenzione del disboscamento illegale, degli allevamenti non autorizzati, della raccolta di minerali rari, delle attività che hanno portato alla perdita di ben 12.000 chilometri quadrati di Foresta Amazzonica soltanto nello scorso anno. Non ultimo, la divisione armata dell’Ibama non è potuta intervenire in Amazzonia per tutto il corso del 2019, con i relativi poliziotti costretti invece a occupazioni in ufficio. Il risultato di queste limitazioni è la riduzione del 29% su base annua del numero delle multe comminate dall’Ibama ai trasgressori delle norme ambientali, con un 43% di introiti in meno per la tutela della natura.

Lo scorso 26 agosto oltre 400 dipendenti dell’Ibama hanno inoltrato una lettera firmata al Presidente dell’Istituto, Eduardo Bim, mentre il Ministero dell’Ambiente ha negato ogni commento sulla vicenda, sottolineando come le problematiche vissute dall’Ibama dipendano dai governi precedenti. Alfredo Sirkis, direttore esecutivo del Brazil Climate Center e membro dei Verdi, ha attaccato duramente la politica di Bolsonaro, a suo avviso poco interessato alla salvaguardia delle risorse naturali del Brasile:

Bolsonaro ha sistematicamente smantellato tutti gli organi dello Stato deputati alla protezione ambientale.

L’ultimo scontro pubblico tra l’Ibama e Bolsonaro è avvenuto nel mese di aprile, quando il Presidente ha condannato in diretta televisiva uno degli interventi degli agenti dell’istituto. Durante un pattugliamento, gli agenti per la tutela ambientale hanno sequestrato furgoni, camion, trattori e altri strumenti di proprietà di alcuni gruppi dediti al disboscamento illegale, intercettati nella Rondonia. La prassi prevede la distruzione degli attrezzi e dei veicoli sequestrati, per evitare che i malintenzionati possano tornare velocemente sul posto, ottenendone il dissequestro. Bolsonaro si è però opposto a questa procedura:

Non è corretto distruggere nulla, non è la corretta procedura, non è quello che vogliamo.

Fonte: Reuters

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