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Allerta nanoplastiche nelle capesante, a rivelarlo uno studio UK

Allerta nanoplastiche nelle capesante, a rivelarlo uno studio UK

Fonte immagine: Pixabay

Uno studio dall'università di Plymouth rivela la presenza di miliardi di piccolissimi frammenti di plastica nelle capesante.

Uno studio internazionale capitanato dall’università inglese di Plymouth, prendendo in esame le capesante atlantiche, ha dimostrato che miliardi di frammenti di plastica riescono a penetrare gli organismi marini nel giro di pochissimo tempo. Le nanoplastiche hanno penetrato i molluschi e i frammenti si sono accumulati negli organi, dall’intestino al rene.

La ricerca ha esposto per sei ore le capesante alle nanoplasiche in un ambiente ricreato in laboratorio, i ricercatori hanno rilevato che più piccoli erano i frammenti di nanoplastiche e più erano presenti nel corpo andando a colonizzare tutto l’organismo dai reni, alle branchie ai muscoli. La ricercatrice Maya Al Sid Cheikh spiega:

Le nanoparticelle possono essere assorbite rapidamente da un organismo marino, e che in poche ore vengono distribuite attraverso la maggior parte degli organi principali

La ricerca sulla presenta di particelle di nanoplastiche nelle capesante è stata pubblicata sulla rivista Environmental Science & Technology, e ha dimostrato che le nanoparticelle dal diametro di 250 nanometri (0,00025 millimetri) erano presenti solo nell’intestino delle capesante mentre i frammenti più piccoli da 20 nanometri (0,00002 millimetri) sono stati rinvenuti in tutto il corpo, dai reni alle branchie e ai muscoli. Gli animali hanno impiegato 48 giorni per espellere i frammenti più grandi dal loro corpo, mentre per le particelle più piccole ci sono voluti 14 giorni per farle scomparire.

Il problema dell’inquinamento marino da plastica e gli effetti sull’uomo diventa ogni giorno più centrale nel panorama scientifico internazionale, Ted Henry, docente di Tossicologia ambientale all’Heriot-Watt University, sottolinea:

Comprendere se le particelle di plastica sono assorbite attraverso le membrane biologiche e si accumulano negli organi interni è fondamentale per valutare il rischio che tali particelle rappresentano sia per l’organismo marino che per la salute umana.

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