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Allerta batterio campylobacter nelle scuole, 180 ricoveri a Pescara

Allerta batterio campylobacter nelle scuole, 180 ricoveri a Pescara

Fonte immagine: Pixabay

180 persone tra studenti e professori delle scuole di Pescara colpite da una maxi intossicazione alimentare: ricoverate in ospedale per campylobacter.

Una maxi intossicazione alimentare ha coinvolto appieno le scuole di Pescara portando al ricovero di ben 180 persone tra studenti e professori. La colpa sarebbe del batterio campylobacter. Mentre le mense sono state chiuse immediatamente per ragioni legate alla sicurezza, le prime analisi condotte dalla Asl tendono ad attribuire al campylobacter la causa dell’intossicazione di massa.

Il campylobacter che originato la maxi intossicazione nelle scuole di Pescara è uno dei batteri più diffusi al mondo, che si trasmette al corpo umano tramite alimenti contaminati soprattutto in carni crude, come quelle di pollo, non trattate o poco cotte. Si diffonde molto velocemente e ha un periodo di incubazione che varia da un giorno a una settimana, con sintomi quali diarrea, dolori addominali, febbre, mal di testa, nausea e vomito.

Si apprende che i 180 studenti e professori di Pescara intossicati sono stati sottoposti a una terapia per sconfiggere il batterio, e pare che si stia rivelando efficace. Nessuno dei pazienti è in condizioni gravi e alcuni sono già stati dimessi.

Secondo le prime inchieste condotte dalla società di refezione scolastica, l’infezione da campylobacter non sarebbe associata al cibo, ma all’acqua che i soggetti colpiti hanno bevuto. Queste le dichiarazioni della società di ristorazione che rifornisce le mense delle scuole della città, che dunque punta il dito proprio contro l’acqua e non sugli alimenti lì distribuiti:

Vista l’ordinanza del Comune di Pescara del 5 ottobre 2017 in cui, recentemente, si è vietato l’utilizzo dell’acqua destinata al consumo umano per le utenze in distribuzione, è ragionevole pensare che episodi epidemici dell’infezione rilevata non siano da associare ai cibi somministrati dalla Società. Episodi epidemici di infezione da Campylobacter sono associati prevalentemente al consumo di acqua o latte contaminati, alimenti a rischio consumati crudi e, occasionalmente, a carne di pollo.

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