Allergie all’albume: arrivano le uova anallergiche

Allergie all’albume: arrivano le uova anallergiche

Galline in gradi produrre uova che non provocano allergie alimentari, questo l'obiettivo di uno studio condotto in Australia.

Il consumo di uova in futuro potrebbe non essere più condizionato da allergie. Alcuni studiosi dell’Universita’ Deakin di Melbourne hanno affermato di aver individuato, disattivandole, le quattro proteine contenute nell’albume e ritenute fattore scatenante di reazioni iperimmuni. La tecnica utilizzata in questo caso assume la definizione di “Rna interference” e interviene senza alterare il patrimonio genetico della gallina.

Secondo quanto affermato dal prof Cenk Suphioglu, coordinatore del progetto, la ricerca punta ad una produzione di uova che sia naturalmente prima di fattori allergenici potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori:

Stiamo semplicemente modificando le proteine nell’albume per poi produrre galline che depongano uova non allergeniche. In ricerche passate sono stati clonati i geni allergenici dell’albume, ma nessuno e’ riuscito finora a rendere non allergeniche le proteine.

Gli effetti di questa scoperta potrebbero essere molteplici, a cominciare dalla maggiore sicurezza alimentare dovuta alla difficoltà di accertarsi della totale assenza di albume nel cibo consumato fuori dalle mura domestiche:

L’effetto di questo tipo di allergia sull’intera famiglia è immenso – spiega Tim Doran, uno degli scienziati coinvolti nel progetto – perché in molti i casi tutti i cibi devono essere preparati a casa perché non si può essere sicuri che gli alimenti acquistati fuori non contengano tracce di bianco d’uovo.

I ricercatori ipotizzano un periodo di tre anni prima della conclusione dello studio e di circa cinque/dieci anni prima che le uova anallergiche possano essere inserite negli scaffali dei supermercati. Se poi si prende in considerazione il fatto che l’albume è a volte utilizzato anche durante l’allestimento di vaccini, questa scoperta potrebbe rappresentare una piccola “rivoluzione” anche per chi solitamente è costretto a rinunciare a determinate vaccinazioni.

| Il Sole 24 ore

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