Allergia alle punture di zanzare: sintomi, rischi e cure

Allergia alle punture di zanzare: sintomi, rischi e cure

Fonte immagine: Pixabay

La zanzara buca la pelle e inietta la sua saliva con proteine che impediscono la coagulazione del sangue, ecco cosa succede quando si ha un'allergia.

Allarme zanzare: superato Capodanno, all’orizzonte si intravede la primavera, momento in cui iniziano timidamente a palesarsi le zanzare. Questi insetti sono noti per lasciare costellazioni di bolle rosse al loro passaggio e ciò avviene quando le femmine pungono una parte qualsiasi del corpo umano. Una volta inserita la proboscide appuntita all’interno del derma, la zanzara inietta una piccola quantità di saliva che contiene enzimi che, se da una parte anestetizzano la zona, dall’altra agiscono come anticoagulante per mantenere fluido il sangue. Queste stesse sostanze sono responsabili dei ponfi e del fastidioso prurito che si scatena subito dopo nella zona interessata.

Punture di zanzare: come capire se si ha un’allergia? I sintomi e la Sindrome di Skeeter

Zanzara

In alcuni casi i tradizionali ponfi rossi crescono di grandezza, tanto da assomigliare più alle punture di vespa che di zanzara: possono dare dolore e avere un iter di guarigione molto più lungo; questi sono tutti sintomi che lasciano sospettare che la vittima sia un soggetto allergico

I soggetti affetti da Sindrome di Skeeter – una sindrome allergica molto più grave – presentano invece quasi sempre anche la febbre, al punto che la reazione allergica alle zanzare può essere confusa con un’infezione batterica; le bolle si gonfiano notevolmente e il soggetto avverte un senso di spossatezza e stanchezza. Questa sindrome, però, è abbastanza rara. I soggetti più a rischio sono i bambini piccoli,gli immunodepressi, anche se non è sempre così. Appena si intravedono sintomi di questa sindrome occorre rivolgersi a un medico se subentrano anche stati febbrili, perché il rischio è che diventi molto pericolosa.

Allergia alla puntura di zanzara: rischi collaterali e cure

Mosquito

Uno dei rischi più grandi che si corrono quando si è venuti a contatto con le punture di zanzara è quello di essere contagiati dalla malaria o da qualche altra malattia. In Italia si sono avuti casi sporadici e isolati di Chikungunya (che comunque è monitorata dal Ministero della Salute fin dal 2007 e che ha avuto un focolaio nel 2017 nel Lazio) ma bisogna sempre tenere presente che questa eventualità esiste, oltre a quella di essere contagiati da qualche malattia non europea e difficile da trattare.

Uno dei passi che si possono compiere per evitare tutto questo è programmare degli interventi di disinfestazione o interventi larvicidi, per cercare di ridurre il numero di esemplari in circolazione. Inoltre tenere sempre a mente che il sudore è una formula magica per attirare questi insetti: quindi soprattutto d’estate occorre cercare di asciugarsi spesso. Utilizzare una protezione antizanzare, che è consigliata in particolar modo alle persone con un’allergia alle punture di zanzara, può essere una vera salvezza. I cosiddetti repellenti coprono infatti gli odori prodotti dal corpo e così facendo tengono lontane le zanzare. Una volta che si viene punti, comunque, occorre monitorare l’evolversi del ponfo e qualora inizi a gonfiarsi o si dovesse presentare la febbre, bisogna recarsi subito da un medico.

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