Alghe-serbatoio per il nuovo biopetrolio sardo

Alghe-serbatoio per il nuovo biopetrolio sardo

Ancora una volta le alghe si rivelano preziosi alleati per rimediare alle nostre dannosissime immissioni di anidride carbonica. In Sardegna, l’azienda Biomedical Tissues, con sede nel Parco Scientifico a Pula (CA), ha ideato un innovativo procedimento per estrarre biopetrolio grazie ad alghe che utilizzano l’anidride carbonica. In particolare le alghe utilizzate sono Spirulina e Chlorella […]

Ancora una volta le alghe si rivelano preziosi alleati per rimediare alle nostre dannosissime immissioni di anidride carbonica.

In Sardegna, l’azienda Biomedical Tissues, con sede nel Parco Scientifico a Pula (CA), ha ideato un innovativo procedimento per estrarre biopetrolio grazie ad alghe che utilizzano l’anidride carbonica.

In particolare le alghe utilizzate sono Spirulina e Chlorella che nel loro processo vitale utilizzano anidride carbonica per vivere, (processo fotosintetico) e immagazzinano composti oleici; da questi composti potrà aver origine il biopetrolio, biodiesel e carbone verde, senza contare i composti secondari che potranno avere applicazioni nella biomedicina o nella cosmetica.

L’ennesimo biocarburante che deriva dalle piante: ma la regione Sardegna si affretta a puntualizzare che, sulla carta, questo biopetrolio è molto di più.

Produce fino a 300 tonnellate per ettaro e i tempi di raccolta sono solo tre mesi, inoltre sarà molto più ricco in modo da avere una resa maggiore e una maggiore applicazione anche nei prodotti secondari.

Il brevetto è già stato registrato e il team con a capo Giacomo Cao ci crede davvero molto: hanno tempo 18 mesi, tale la durata del brevetto, per dimostrare la validità di questo progetto.

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