Alga tossica: cosa è, quali sintomi causa

Alga tossica: cosa è, quali sintomi causa

Fonte immagine: Urbazon via iStock

L'alga tossica è una fastidiosa presenza, ormai abbastanza frequente anche nei mari italiani: ecco le sue caratteristiche e i sintomi che può provocare.

L’alga tossica è una sgradevole presenza che, da qualche anno a questa parte, accompagna l’estate italiana. Tipica dei mesi di luglio e agosto, la specie è da un paio di decenni giunta in alcune zone del Mediterraneo, causando non pochi disagi. Durante il periodo di fioritura, la contaminazione può infatti provocare alcuni effetti fastidiosi, attaccando le vie respiratorie. Ma cosa è l’alga tossica e quali sono i sintomi causati dalla sua esposizione?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come i litorali italiani vengano costantemente monitorati dalle autorità, con analisi puntuali per verificare la presenza di contaminanti. Una scelta rivolta alla massima sicurezza dei bagnanti, i quali potranno così concedersi un rilassante bagno in mare senza correre alcun rischio.

Alga tossica: cosa è

Stella marina

Con il termine generico alga tossica si intende una microalga: la Ostreopsis ovata, appartenente alla famiglia delle Osteopsidaceae. Tipica dei mari caldi e tropicali, da qualche anno è giunta anche sulle coste italiane. Le prime segnalazioni si sono registrate nel 1998 in Toscana, mentre l’ultima in ordine di tempo nell’estate del 2020 su alcuni litorali pugliesi, vicino a Bari. Nel corso dei decenni, la presenza sporadica dell’alga è stata confermata in Toscana, in Liguria, nel Lazio, in Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Sicilia.

L’alga ha dimensioni circolari microscopiche e, per questa ragione, non è immediatamente identificabile a occhio nudo. Solitamente se ne sospetta la presenza per i suoi effetti su alcuni abitanti del mare. Ad esempio, è noto che la fioritura possa danneggiare le braccia delle stelle marine e causare la morte di cozze e mitili, determinandone il distacco dagli scogli. Durante la fase di fioritura, tuttavia, sulla superficie dell’acqua è possibile notare delle chiazze schiumose, dalla consistenza gelatinosa.

La microalga prolifera in mari molto caldi, tanto da essere tipica dei climi tropicali. Con il progressivo innalzamento delle temperature, l’organismo è però giunto anche nel Mediterraneo, dove le rilevazioni si moltiplicano di anno in anno. È inoltre molto dannosa per i fondali: poiché tende ad accumularsi proprio sul fondo del mare, consuma tutto l’ossigeno a disposizione di altre specie, eliminando altri vegetali e molti piccoli animali.

Alga tossica: gli effetti sull’uomo

Raffreddore

L’esposizione all’alga tossica può determinare una sindrome da intossicazione fastidiosa per l’uomo, seppur non letale e comunque transitoria. La contaminazione dell’organismo non avviene per contatto con l’alga, bensì per l’inalazione di aerosol marino. In altre parole, respirando vengono introdotte nelle vie respiratorie le tossine prodotte dalla Ostreopsis ovata.

Dato questo meccanismo, i sintomi più comuni sono quelli che colpiscono le prime vie respiratorie: irritazione, faringiti, prurito e muco nasale, tosse, difficoltà respiratorie e asma. In alcuni soggetti può manifestarsi anche una forte congiuntivite, nonché febbre. Fortunatamente, la sindrome ha esito benigno: l’organismo riesce a combattere le tossine prodotte dall’alga, superando in breve tempo la fase sintomatica.

Per la sicurezza dei bagnanti, l’alga tossica è fra le specie incluse nel monitoraggio continuo della qualità delle acque, con prelievi e analisi di laboratorio frequenti su campioni. Va però ricordato come la tossina possa accumularsi anche all’interno di cozze e altri esemplari analoghi, e quindi potrebbe essere introdotta nell’organismo anche per via alimentare. Per questa ragione, la raccolta autonoma di cozze e similari è vietata dalla legge.

Le informazioni riportate su GreenStyle.it sono di natura generale e non possono essere utilizzate per formulare indagini cliniche, non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento, l’assunzione o la sospensione di un farmaco , non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico generico, di uno specialista , di un dietologo o di un fisioterapista. L’utilizzo di tali informazioni e’ sotto la responsabilita’, il controllo e la discrezione unica dell’utente. Il sito non e’ in alcun caso responsabile del contenuto, delle informazioni, dei prodotti e dei servizi offerti dai siti ai quali greenstyle.it puo’ rimandare con link.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

CrossFit a casa: decima lezione