Alessandro Gassmann: biografia, abitudini e regole green

Alessandro Gassmann: biografia, abitudini e regole green

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Alessandro Gassmann, figlio del gigante d'arte Vittorio, è un attore e regista italiano premiato lo scorso anno come top green influencer.

Bello, talentuoso e con una passione per le idee green: Alessandro Gassmann ha proprio vinto alla lotteria della genetica, ma ve lo diciamo già: è sposato dal sposato dal 1998 con l’attrice Sabrina Knaflitz.  A teatro e al cinema, nella recitazione o come nella regia sul palco, Gassmann ha costruito personaggi di incredibile coerenza interpretativa, mantenendo nella vita privata l’immagine solida di un uomo che combatte per i propri valori.

Alessandro Gassmann: la biografia

Alessandro Gassmann: tutto ciò che c'è da sapere
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Gassmann esordisce sul grande schermo a 17 anni interpretando insieme al padre Di padre in figlio, un’autobiografia di famiglia. Appare nel seguito de I soliti ignoti ma è nel 1987 che ottiene finalmente un ruolo principale in La monaca di Monza. Quello è il momento della nascita artistica ma non della ribalta: da allora Gassman alterna senza sosta ruoli sul grande schermo, al palco e in televisione. Grazie al turco Ferzan Ozpetek, con Il bagno turco (1997) a lanciarlo sulla scena nazionale come attore di qualità. Gli ha dato l’opportunità d’interpretare un architetto romano che riscopre a Istanbul i valori dell’eros. Appare dunque in altre commedie e interpreta tantissimi ruoli che lo incoronano re del piccolo e del grande schermo italiano. Dal 2010 al 2014 è stato il direttore del Teatro stabile del Veneto Carlo Goldoni. Nello stesso anno, insieme a Giancarlo Scarchilli, ha realizzato un documentario sul padre Vittorio a dieci anni dalla scomparsa, Vittorio racconta Gassman. E’ presentato in apertura della Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2013 al Bifest riceve il Premio Francesco Laudadio per la miglior opera prima e seconda per il film Razzabastarda.

Gassmann: l’anima green

Da anni è testimonial di Amnesty International ma non è tutto. Su Twitter il suo progetto #GreenHero, attraverso il quale ogni settimana si impegna a diffondere storie di ‘eroi verdi’, aziende, comunità, singoli individui che portano avanti attività sostenibili, ecologiche, ma anche remunerative. Ha conquistato così il premio di Top Green Influencer dell’anno, assegnato a Milano da GreenStyle. Divulgatore di conoscenza e coscienza per il bene dell’ambiente, come copertina del suo account Alessandro Gassman ha tre parole che riassumono il suo spirito green come un mantra: Reduce, Reuse, Recycle. «Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Dovremmo fare tutti dei piccoli sacrifici, dovremmo consumare meno, riusare per non produrre altra plastica, riciclare per mettere un freno agli sprechi che il pianeta sta producendo, potrebbe essere la salvezza del pianeta stesso. Se lo facciamo tutti non sarà così terribile. Il contributo di noi cittadini è fondamentale. Bisogna pensare a chi resterà dopo di noi e attuare un mutamento concreto affinché l’economia diventi circolare e la società eco sostenibile», garantisce Gassmann.

Gassmann: valori green

Se tutto questo non fosse già abbastanza Gassmann è stato anche ambasciatore di buona volontà dell’Unhcr.  Ha continuato la sua campagna per l’ambiente, mettendo al servizio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati il suo sguardo da regista e autore. Esattamente come aveva fatto nel 2015 con il documentario Torn, in cui raccontava i «fiori che nascono tra le macerie» dei campi profughi in Giordania e Libano. Più i 10 premi vinti per il suo talento, più di 10 valori ambientali portati avanti con forza di volontà e fermezza: in due parole, Alessandro Gassmann.

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