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Fusione fredda: interessante, ma meglio le rinnovabili per Al Gore

Fusione fredda: interessante, ma meglio le rinnovabili per Al Gore

Al Gore definisce intriganti le ricerche sulla fusione fredda, ma, come nel caso del nucleare al torio, si tratterebbe di tecnologie non ancora mature.

I siti pro fusione fredda, in special modo quelli americani, sono in subbuglio: nientepopodimeno che Al Gore avrebbe espresso interesse per le ricerche sul campo, definendole “intriganti”.

Ascoltando la conversazione dell’hangout cui ha partecipato l’ex vicepresidente degli USA, possiamo farci un’idea delle sue dichiarazioni un po’ meno di parte. Attorno al minuto 19, Gore risponde a una domanda sul fatto che sia preferibile concentrare le proprie ricerche attorno al nucleare tradizionale o se non sarebbe meglio puntare a tecnologie alternative, più sicure e più “green” di quelle attuali. In particolar modo, la giornalista cita i reattori al torio (su cui lavora il nostro Rubbia) e genericamente gli studi sulla fusione nucleare. Probabilmente la domanda pensava di orientarsi verso soprattutto progetti, fra tutti l’Iter, di fusione “calda”.

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Gore risponde, in breve, che nessuna di queste tecnologie è matura o pronta e che bisogna puntare su tecnologie sostenibili già in nostro controllo, pur continuando a foraggiare la ricerca.

Nel rispondere a questa domanda, però, Gore decide di citare il tema della fusione fredda, ignorando quasi del tutto altri studi attorno alla fusione. Più precisamente le parole dell’ex candidato alla Casa Bianca sono state:

Quindici anni fa c’erano già esperimenti intriganti attorno alla cosiddetta fusione fredda (il termine non è più apprezzato dai tecnici) ma è tutto ancora speculativo. Speriamo tutti in una novità rivoluzionaria, ma non sarebbe furbo scommetterci sopra.

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Secondo molti commentatori, la pausa retorica effettuata da Gore nell’introdurre la questione, nasconderebbe un grande interesse per il settore LENR. Per capire il contesto, bisogna però ricordare ciò che nell’intervento precedente l’ex vice Clinton aveva cercato di dire: probabilmente tra 10 o 20 anni avremo delle tecnologie nucleari interessanti e più sostenibili, ma la situazione ambientale non ci consente di aspettare tutto questo tempo. Occorre, allora, puntare sulle rinnovabili.

Inoltre, a prescindere dalle interpretazioni che possiamo dare del termine “intrigante”, resta il fatto che Gore consideri le LENR ancora a un livello “speculativo”. Considerando che gente come Andrea Rossi o la Defkalion si dicono pronti a vendere i loro rivoluzionari reattori (quando non ne hanno già venduto alcuni esemplari), l’intervista di Gore sancisce, al massimo, la sua poca fiducia verso queste dichiarazioni.

Per Gore, solo le rinnovabili possono salvarci dalla catastrofe del cambiamento climatico.

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