Al Gore annuncia: Stati Uniti a emissioni 0 in 10 anni

Al Gore annuncia: Stati Uniti a emissioni 0 in 10 anni

In questo periodo post elettorale americano, uno degli interrogativi più frequenti è quale tipo di politica ambientale sosterrà la nuova amministrazione degli Stati Uniti, con un Obama che più volte si è detto molto attento alle tematiche climatiche, ma che poco si è esposto in termini concreti. In questo contesto, è sopraggiunta in questi giorni […]

In questo periodo post elettorale americano, uno degli interrogativi più frequenti è quale tipo di politica ambientale sosterrà la nuova amministrazione degli Stati Uniti, con un Obama che più volte si è detto molto attento alle tematiche climatiche, ma che poco si è esposto in termini concreti.

In questo contesto, è sopraggiunta in questi giorni un’importante dichiarazione di un altro leader democratico, che ha dato la sua ricetta su come gli Stati Uniti possano fare un’inversione a U in tema ambientale.

Al Gore è infatti intervenuto per predire che l’America, oggi il paese più inquinante al mondo (soprattutto in riferimento alla popolazione) possa arrivare all’impressionante risultato di eliminare del tutto le fonti fossili dal proprio pacchetto energetico nell’arco di 10 anni.

Per quanto la predizione risulti francamente eccessiva, anche paragonata ai più ambiziosi scenari offerti dal mondo ambientalista come possibile “alternativa futura”, i criteri che il premio Nobel annovera per raggiungere questo traguardo, sono importanti linee guida, che non solo l’America dovrebbe seguire per potersi parlare davvero di cambiamento, almeno sul piano energetico.

Gore elenca 5 punti di intervento politico, in grado di dare una sterzata al sistema energetico nazionale:

  1. massicci incentivi (anche se non specificato quanto massiccio) per la costruzione di centrali elettriche con fonti rinnovabili (solari, eoliche, geotermiche);
  2. un investimento di 400 mld di dollari per sviluppare la rete energetica sul territorio nazionale, in modo da poter consentire anche ai piccoli centri di rimettere in circolo energia prodotta tramite fonti rinnovabili e una gestione sapiente;
  3. fare un piano nazionale per permettere lo sviluppo di una rete di rifornimento capillare per l’utilizzo di auto elettriche e ibride;
  4. legiferare, anche in maniera retroattiva, per modificare la regolamentazione sui criteri di sostenibilità degli edifici e delle abitazioni;
  5. infine una linea guida che darebbe il senso di una virata politica concreta, ovvero una tassa deterrente sul carbone, con un contestuale cambio di posizione nei confronti del protocollo di Kyoto: da Stato oppositore, a leader trascinatore;

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