Airbnb, con la tassa di soggiorno si riqualifica la discarica abusiva

Airbnb, con la tassa di soggiorno si riqualifica la discarica abusiva

Fonte immagine: iStock

Airbnb ha lanciato un'iniziativa importante insieme alla città di Palermo per recuperare una discarica in modo sostenibile.

Riqualificare le città anche attraverso i benefici del turismo condiviso. E i fondi che esso genera e lascia al territorio. Il Comune di Palermo ha lanciato una partnership molto particolare con Airbnb, la piattaforma di affitto di stanze e abitazioni fra privati. Ha chiesto cioè ai cittadini come dovesse essere impiegata parte dei proventi dell’imposta di soggiorno locale raccolta dal portale turistico. Nello specifico, quella parte che il sito avrebbe potuto tenere per se e che ha invece deciso di lasciare alla città.

Così, nei mesi scorsi, i palermitani sono stati coinvolti in una serie di laboratori di quartiere in cui sono state condivise e discusse le diverse idee su alcune aree urbane critiche. Poi le proposte apparse più convincenti sono state votate fino ad arrivare ai due piani più gettonati. Due progetti battezzati “Ballarart” per il quartiere di Ballarò e “Cucina solidale” per Danisinni.

Ne hanno parlato stamattina a palazzo delle Aquile il sindaco Leoluca Orlando e l’ad di Airbnb Italia Matteo Frigerio. Nella sostanza il piano “Danisinni e Ballarò in transito” prevede la destinazione di una parte dell’imposta di soggiorno – da 50 centesimi a 4 euro a notte a persona a seconda della categoria – raccolta a partire da aprile 2018. Fra l’altro, da quel mese sono stati versati oltre 500mila euro. Palermo, infatti, è stata una delle prime città del Paese a scegliere la strada del confronto e a stringere una convenzione con il portale statunitense, altrove ferocemente contestato. Oggi sono oltre 15 le municipalità italiane dove Airbnb si fa carico dell’adempimento per conto di chi affitta.

Tornando al capoluogo siciliano, e al quartiere Albergheria che ospita il celebre mercato Ballarò, da quel percorso usciranno un teatro all’aperto da una discarica abusiva. Una chiesa, crollata sessant’anni fa e da allora utilizzata come discarica abusiva, finirà infatti al centro dell’opera di recupero. Un’area degradata e spesso teatro di roghi tossici diventerà così uno spazio multifunzionale dedicato alle iniziative culturali del quartiere, dal cinema all’aperto alle esibizioni teatrali fino ai concerti.

A Danisinni, quartiere che si snoda lungo il percorso arabo normanno non troppo distante dall’altro, nella zona della città in cui scorreva il fiume Papireto, si parla invece di enogastronomia: lì, in un luogo preda del degrado che da tempo cerca una via di riscatto, la parrocchia Sant’Agnese si dedica da sempre all’aiuto e alla solidarietà. Per questo nella sua fattoria sociale verrà collocata una cucina professionale, che unirà laboratori culinari e un ristorante no profit pensato per residenti e turisti. All’insegna dell’opportunità, dell’autofinanziamento, dell’accoglienza e dello scambio.

La collaborazione si deve al regolamento comunale di Palermo: prevede che il 10% di quanto raccolto possa restare agli operatori del settore. Airbnb ha scelto di non trattenere questa quota e, al contrario, di restituirla alla città, sempre dopo aver ascoltato la popolazione con un esperimento di confronto pubblico piuttosto singolare anche su scala internazionale.

“Due vincitori, ma in realtà tanti vincitori. Tutti coloro che hanno partecipato a questo concorso e tutti coloro che vivono e animano Danisinni e Ballarò. Tutti coloro che in questi anni sono stati protagonisti dello straordinario cambiamento dei due quartieri – ha spiegato Orlando – credo però che ad aver vinto sia anche lo spirito di collaborazione e sinergia fra l’amministrazione comunale e Airbnb, uno spirito andato ben oltre la “normale” collaborazione fra pubblico e privato, animato da sensibilità e amore per la nostra città”.

Dal canto suo Frigerio ha spiegato che “questo progetto rappresenta una svolta nel modo con cui Airbnb può collaborare con le amministrazioni locali. Questa esperienza in Italia è un caso unico di come la mera raccolta tecnica dell’imposta di soggiorno si trasforma in un progetto sociale e in uno strumento di promozione turistica”.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Turismo, nel Sahara in bicicletta