Agricoltura biodinamica: scienziati italiani prendono le distanze

Agricoltura biodinamica: scienziati italiani prendono le distanze

Scienziati italiani prendono le distanze dall'agricoltura biodinamica, ecco perché secondo gli esperti del SETA.

L’agricoltura biodinamica ha spesso fatto discutere negli anni passati. Sostenitori e detrattori hanno animato un dibattito che tocca ora un potenziale punto di svolta. Gli scienziati italiani ne prendono le distanze attraverso il SETA (Scienze e le Tecnologie per l’Agricoltura), che ha presentato un documento intitolato “Perché la ‘scienza biodinamica’ è incompatibile con Scienza e Università”.

Gli scienziati del SETA criticano soprattutto l’approccio dell’agricoltura biodinamica, ritenuto basato su “principi esoterici e astrali” e contrario a qualsiasi riferimento al metodo sperimentale. Una pratica che affonda le radici nelle “pseudo-scienze”, proseguono gli esperti SETA, che include ad esempio il sotterramento di organi animali.

Esperti SETA critici anche rispetto alla possibilità che il Senato approvi un disegno di legge quadro che regoli agricoltura biologica e biodinamica indicando entrambe come “metodi produttivi agricoli di interesse nazionale”. Il timore degli scienziati è che vengano messe in secondo piano le restanti tecniche, utilizzate per il restante 95% della produzione italiana. Hanno concluso i ricercatori italiani del SETA:

Pur nel rispetto della libertà di chiunque di seguire le ideologie in cui crede e di praticare l’agricoltura che vuole, riteniamo inaccettabile che l’agricoltura biodinamica possa essere in qualsiasi modo e a qualunque titolo considerata all’interno dell’Università e della Ricerca italiana e, tantomeno, all’interno delle leggi che regolano la vita della Repubblica.

Fonte: Agricultura

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