Acqua pubblica: il 30% degli italiani ha paura di berla

Acqua pubblica: il 30% degli italiani ha paura di berla

Secondo il Rapporto annuale Istat, ancora molte famiglie preferiscono bere acqua in bottiglia. La rete idrica, intanto, perde ogni anno il 32% di acqua.

Quasi il 10% delle famiglie italiane ha problemi con l’erogazione di acqua potabile. Lo rivela il Rapporto Istat 2012, che fotografa la situazione dei consumi e dell’approvvigionamento idrico nelle case degli italiani. Secondo l’Istituto di statistica, in particolare, nel 2011 il 9,3% delle famiglie ha dovuto fare i conti con forniture discontinue o insufficienti.

Un problema che riguarda soprattutto al Sud, dove la percentuale dei disservizi sale al 17,4%. Calabria e Sicilia sono le regioni in cui l’approvvigionamento di acqua è più problematico, con rispettivamente il 31,7% e il 27,3% delle famiglie che nel 2011 hanno avuto interruzioni e altre difficoltà.

Sarà anche per questo ma gli italiani, secondo il Rapporto Istat, guardano all’acqua pubblica ancora con un po’ di scetticismo: il 30% delle famiglie, infatti, dichiara di non fidarsi a berla e la percentuale dei diffidenti sale notevolmente proprio in Sicilia (60,1%) e in Calabria (47,7%).

Il 61,8% dei nuclei familiari, invece, ha acquistato nel corso dell’anno acqua imbottigliata. Una percentuale ancora molto alta, pur se in calo rispetto agli anni precedenti. Scelte di consumo che si ripercuotono anche sul portafogli: ogni mese le famiglie italiane spendono 19,5 euro per l’acqua minerale (in questo caso, il dato di riferisce al 2010, ndr).

In calo, rispetto a un decennio fa, anche il consumo di acqua di rubinetto, che nel 2008 si attestava a 9,11 miliardi di metri cubi complessivi, di cui l’85,6% proveniente da acque sotterranee, il 14,3% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. A livello pro capite, il prelievo è stato pari a 199,7 litri per abitante al giorno: una quantità enorme, ma in calo del 9,2% rispetto al 1999.

Anche se con una certa lentezza, le scelte di consumo degli italiani in materia di acqua sembrano in qualche modo orientarsi verso maggiori consapevolezza e sostenibilità. Non viene in aiuto, purtroppo, l’efficienza della rete idrica nazionale. Sempre secondo il Rapporto annuale dell’Istat, infatti, ogni anno finisce disperso il 32% dell’acqua potabile, con punte del 40% in Puglia e in Sardegna.

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