Acqua potabile: 52% della popolazione mondiale a rischio entro il 2050

Acqua potabile: 52% della popolazione mondiale a rischio entro il 2050

Risorse idriche un problema per il 52% della popolazione mondiale entro il 2050, le stime del MIT.

Le forniture mondiali di acqua potabile insufficienti a partire dal 2050. A lanciare l’allarme alcuni scienziati del MIT, Massachusetts Institute of Technology, che sostengono come gli attuali schemi di sviluppo esporranno a carenza idrica più della metà della popolazione mondiale entro i prossimi 40 anni.

A rischio acqua potabile sarà un numero di persone nel mondo pari a circa 5 miliardi, secondo i ricercatori del MIT, il 52% rispetto al totale previsto di circa 9,7 miliardi. Un ulteriore miliardo di individui si troverà inoltre a vivere in aree dove la fornitura idrica sarà inferiore alla domanda.

I risultati sono stati ottenuti applicando il MIT Integrated Global System Model Water Resource System (IGSM-WRS), un modello di calcolo che non limita le proiezioni ai dati sui mutamenti nel clima, ma li integra con i rilevamenti socioeconomici. Secondo quanto affermato da Adam Schlosser, autore principale dello studio e assistente direttore per le ricerche scientifiche presso il Joint Program on Global Change:

La nostra ricerca evidenzia la sostanziale influenza della crescita socioeconomica sulle risorse idriche mondiali, potenzialmente peggiorate dai cambiamenti climatici. Sviluppandosi le nazioni saranno esposte all’impatto della crescente domanda d’acqua, con l’80% di questi ulteriori 1,8 miliardi di individui localizzati nei Paesi in via di sviluppo.

Una prospettiva che muta in maniera radicale qualora si analizzi soltanto l’aspetto legato ai cambiamenti climatici. In quel caso sarebbero i Paesi più sviluppati quelli indicati come più sofferenti nel futuro. Necessari quindi schemi che sappiano integrare nelle valutazioni ulteriori possibili fattori, conclude Schlosser:

C’è un crescente bisogno di modelli e analisi come questo, che includano un approccio comprensivo studiando l’influenza sia dei cambiamenti climatici che dei mutamenti socioeconomici e dei loro effetti sulle proiezioni riguardanti la fornitura e la domanda. I nostri risultati sono sottostimati.

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