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Acqua di rubinetto per l’ambiente: al via campagna #insiemeperlacqua

Acqua di rubinetto per l’ambiente: al via campagna #insiemeperlacqua

Acqua di rubinetto alleate dell'ambiente e amica dell'economia circolare secondo Utilitalia, che sottolinea come il consumo in Italia sia ancora limitato.

Bere acqua di rubinetto per aiutare l’ambiente e promuovere l’economia circolare. Questo è quanto sostiene Utilitalia, Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche. Una presa di posizione tradotta nella campagna “La tua acqua, il nostro impegno”, presente sui canali social attraverso l’hashtag #insiemeperlacqua.

Un modo per sensibilizzare i cittadini verso una risorsa importante e preziosa per la vita, oltre che minacciata da eventi climatici estremi sempre più frequenti e d’intensità crescente. Acqua pubblica spesso snobbata in Italia, malgrado sia tra le migliori in Europa, con l’acqua di rubinetto scelta appena dal 38% delle famiglie (a fronte di un 62% affezionato alle soluzioni in bottiglia).

Scegliere quella confezionata non rappresenta soltanto un costo maggiore per le famiglie, ma anche un problema a livello di rifiuti. Ogni giorno in Italia vengono consumate 30 milioni di bottiglie in plastica e 7 mln in vetro, a fronte di un totale annuo di 13,5 miliardi (da gestire come rifiuti). Bere acqua di rubinetto aiuterebbe non soltanto i cittadini, consentendo un risparmio economico rispetto all’acquisto nei negozi, ma anche l’ambiente, promuovendo l’economia circolare. A sottolinearlo Giovanni Valotti, presidente Utilitalia:

Dietro l’acqua che esce dal rubinetto c’è un lungo lavoro che parte con la captazione e prosegue con la potabilizzazione, il trasporto, la distribuzione, la fognatura e la depurazione, per restituirla all’ambiente pronta per rientrare in circolo. Un esempio virtuoso di economia circolare, con migliaia di controlli di qualità giornalieri e una filiera che occupa oltre 100mila persone per garantire ai cittadini un’acqua sicura, ecologica ed economica.

Acqua pubblica potabile che deve continuare a essere sicura per i consumatori. A questo proposito interviene Utilitalia, che sottolinea come a tal scopo serviranno circa 7,2 miliardi di euro di investimenti in Italia: la quota maggiore al Sud e nelle Isole, con 3,9 miliardi di euro richiesti, mentre sono richiesti da Centro e Nord rispettivamente 1,9 e 1,3 mld di euro; i fondi serviranno a contrastare le dispersioni e ad altri progetti infrastrutturali come serbatoi, riuso delle acque reflue, interconnessioni tra acquedotti e nuovi approvvigionamenti.

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