Ridurre le bollette energetiche con i gruppi di acquisto

Ridurre le bollette energetiche con i gruppi di acquisto

Apre in Italia un GAE, versione dei Gruppi di Acquisto Solidali pensato per l'acquisto di servizi energetici, sponsorizzato da Altroconsumo.

L’insieme fa la forza (contrattuale): è questa in sintesi la forza di ogni GAS, Gruppo d’Acquisto Solidale. E se il funzionamento di questo strumento è noto per quanto riguarda l’acquisto di derrate alimentari a km 0, la crisi ha fatto diffondere anche progetti diversi.

Qualche tempo fa vi parlavamo dei GAF, Gruppi d’acquisto fotovoltaico, che consistevano in gruppi di clienti che si mettevano d’accordo e contrattavano prezzi convenienti con aziende di settore. L’associazione Altroconsumo lancia ora un GAS per servizi energetici molto più generico, ma non meno efficace. L’iniziatica si chiama Abbassalabolletta e consiste nel creare un Gruppo d’Acquisto che contratti con i fornitori energetici contratti vantaggiosi per gli aderenti.

>> Leggi la guida ai Gruppi d’Acquisto Fotovoltaico

In breve, significa che un’azienda fornitrice si ritrova, ad esempio, un pacchetto di mille potenziali clienti (che stanno trattando anche con la concorrenza) cui può permettersi, visto il numero, di concordare una tariffa conveniente.

L’iniziativa si candida a essere l’esempio più grosso in Italia, grazie anche all’esposizione mediatica di cui Altroconsumo gode. In realtà esistono già realtà simili nel nostro Paese, come quella organizzata da Retegas (che è specificatamente riferita ad acquisto di energia da fonti rinnovabili) o quella pensata per le aziende messa su dall’Assindustria di Lucca.

Si tratta di iniziative che cercano di rilanciare il mercato libero nel settore energetico, visto come un’opportunità importante per far calare i costi dei consumi. C’è chi, come il sottoscritto, ritiene che l’affidare al libero mercato la gestione dell’energia sia in sé un passaggio pericoloso. È indubbiamente possibile che passare al libero mercato comporti, sul momento, un calo della bolletta. D’altra parte se le offerte fossero al momento superiori alla tariffa di maggior tutela, quella del mercato libero sarebbe una scommessa a perdere. Ma è proprio l’esistenza di questa garanzia a creare il mito di un mercato più concorrenziale. E, come insegna il referendum sull’acqua, beni comuni come l’energia non dovrebbero essere sottoposti alle regole del mercato

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