8 marzo: donne sempre più protagoniste dell’agricoltura bio

8 marzo: donne sempre più protagoniste dell’agricoltura bio

Cresce il numero di donne alla guida di aziende attive nell'agricoltura biologica, i dati presentati da EcorNaturaSì alla vigilia della Festa della Donna.

Cresce il numero di donne alla guida di aziende impegnate nell’agricoltura biologica. Questo il quadro presentato da un’indagine di EcorNaturaSì tra le 300 imprese che fanno capo al gruppo formatosi nel 2009 dall’unione di Ecor e NaturaSì. Un settore in costante crescita dal 2008 a oggi, nel quale le donne si stanno affermando sempre più come forza trainante sia dal lato del consumo che della produzione.

Come confermato anche dai dati Istat, nel settore agricoltura bio le aziende guidate da donne sono aumentate del 20% nel periodo compreso tra i due censimenti sul mondo agricolo. Un dato sottostimato secondo EcorNaturaSì, in quanto antecedente al boom del comparto biologico italiano degli ultimissimi anni. Il 55% delle responsabili risulta in possesso di un titolo di studio pari a laurea o diploma, mentre due terzi del totale ha meno di 52 anni.

Donne al vertice anche di aziende leader nella propria Regione. Ne è un esempio Paola Santi, classe ’71 e laureata in Scienze Agrarie, a capo di Fattoria Di Vaira, la più grande azienda agricola del Molise con 500 ettari coltivati interamente secondo il metodo biodinamico. Sotto la guida Santi la fattoria Di Vaira è attiva nei settori ortaggi, viti, olivi e allevamento. Rappresenta inoltre un luogo di sperimentazione (tra cui la selezione di sementi biologiche, non riprodotte dalle multinazionali del seme), di studio (corsi di formazione in agricoltura biodinamica) e di soggiorno (agriturismo ed eventi che si susseguono durante tutto l’anno).

Rosalia Caimo Duc è invece la titolare dell’azienda Terre di Lomellina, storica produttrice di riso biologico nella Provincia di Pavia, situata all’interno dell’area protetta della Garzaia della Rinalda. Ha rappresentato nel 2016 l’elemento trainante per il progetto di ricerca partecipata RisoBioVero, finalizzato alla messa a punto di nuove tecniche di produzione e monitoraggio del riso bio, in collaborazione con una decina di aziende agricole biologiche di Lombardia, Piemonte e Toscana, dell’Università di Milano e di EcorNaturaSì. Come ha sottolineato la stessa Rosalia:

La risicoltura biologica si basa sulla sensibilità del risicoltore per le micro-differenze ad esempio nelle epoche di germinazione del riso rispetto alle infestanti, o di reazione delle diverse specie vegetali all’immissione dell’acqua nella risaia. Si tratta di una sensibilità che, nella produzione del riso con il metodo convenzionale, non viene esercitata e che per lo più è andata persa.

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