Il 5G è dannoso per gli uccelli? Cosa sapere

Il 5G è dannoso per gli uccelli? Cosa sapere

Fonte immagine: Uwe Moser via iStock

Sale la preoccupazione per i possibili effetti del 5G sugli uccelli, ma alle condivisioni social non corrispondono evidenze scientifiche.

L’allarme è rimbalzato da un profilo all’altro sui social network: il 5G potrebbe essere dannoso per gli uccelli. È questo il monito che da ormai un paio di anni arriva da svariati gruppi su Facebook e affini, pronti a condividere immagini di centinaia di volatili al suolo e ormai senza vita. Eppure la realtà sembrerebbe assai diversa da come descritta da queste piattaforme: il 5G rappresenta davvero un pericolo per questi animali?

Come già spiegato in precedenti aggiornamenti, il 5G è un nuovo standard per la comunicazione mobile. Questa tecnologia nasce per garantire velocità di connessione molto elevate a latenze bassissime, per performance senza fili praticamente sovrapponibili alla fibra. Numerose proteste hanno però accompagnato la presentazione e l’implementazione di questo standard, da persone preoccupate dai possibili effetti dei campi elettromagnetici sull’uomo e sugli animali. Di seguito, qualche informazione utile.

5G e uccelli: cosa è accaduto?

5G

La notizia ha iniziato a circolare con una certa insistenza un paio di anni fa, in particolare su gruppi social britannici e statunitensi: l’esposizione al 5G potrebbe condurre gli uccelli alla morte. A corredo di queste affermazioni le immagini di centinaia di esemplari riversi a terra senza vita, nei pressi dei più svariati tralicci. Un timore che si è poi rapidamente diffuso in tutta Europa, con segnalazioni fotografiche di volatili il cui decesso è stato attribuito al 5G.

L’impatto emotivo delle immagini ha ovviamente spinto molte persone alla condivisione di questi contenuti, corredati dalla richiesta insistente di vietare lo standard 5G. Eppure la morte di questi uccelli non sembra essere direttamente collegata alla nuova tecnologia di trasmissione mobile, così come negli ultimi mesi diversi esperti hanno commentato.

Nella maggior parte dei casi tutt’oggi disponibili sulle piattaforme social, il collegamento con il 5G è stato smentito dall’analisi dei luoghi. In gran parte delle località immortalate non risultavano infatti installate antenne 5G, non almeno al momento dello scatto. Ancora, le riprese relative a tralicci e altri impianti di trasmissione evidenziavano celle dei più classici 3G e 4G, probabilmente confuse da utenti amatoriali.

Un caso emblematico è quello che ha coinvolto Roma a inizio 2020, con il ritrovamento di alcuni uccelli senza vita sul manto stradale. Nonostante l’attacco dei social al 5G e agli operatori telefonici, una spiegazione diversa è giunta da Lipu, la Lega Italiana Protezione Uccelli:

Nei nostri centri vennero portati 86 esemplari feriti che abbiamo curato. Non avevano alcun segno di intossicazione o altro, ma solo lesioni da impatto. […] Basta che chi guida il gruppo abbia un problema, sia accecato o attaccato da un gabbiano o da un falco, sbagli traiettoria e tutti gli altri lo seguono e si schiantano con lui. Sono fenomeni naturali.

5G e uccelli: quali evidenze?

Storno

A oggi non sembrano esistere precise evidenze scientifiche che possano associare l’esposizione degli uccelli alle frequenze 5G a danni per la loro salute. Questo soprattutto in Italia, il Paese che si è dotato della normativa più stringente in Europa sui valori limite di esposizione ai campi elettromagnetici. Inoltre, i gruppi social accusano la frequenza da 60 GHz come la responsabile della morte degli uccelli, tuttavia sullo Stivale verranno implementati unicamente i 700 MHz, i 3800 MHz e i 26 GHz.

In una recente pubblicazione, l’Istituto Superiore di Sanità ha sottolineato come non emergano particolari correlazioni tra animali e trasmissioni 5G, tanto da non rendersi necessaria una revisione delle attuali linee guida sull’esposizione ai campi elettromagnetici.

Fonte: Leggo (LIPU)

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