2007-2019, Pecoraro Scanio: 12 anni persi, clima non ammette ritardi

2007-2019, Pecoraro Scanio: 12 anni persi, clima non ammette ritardi

Fonte immagine: iStock

A 12 anni dalla Conferenza Nazionale sul cambiamento climatico del 2007 ora più che mai il tema è centrale: ne abbiamo parlato con Alfonso Pecoraro Scanio.

Cambiamenti climatici e innalzamento del livello del mare sono ormai una prospettiva concreta, così come lo è stato in passato. Come dimostrato dallo studio “Constraints on global mean sea level during Pliocene warmth”, pubblicato su Nature da un team internazionale di ricercatori guidato da Oana Dumitru dell’University of South Florida e da Jacqueline Austermann della Columbia University e realizzato in una grotta costiera delle Isole Baleari, in Spagna.

La ricerca ha dimostrato che più di 3 milioni di anni fa, quando la Terra era più calda di 2 o 3 gradi Celsius rispetto alla temperatura che avrebbe raggiunto nell’era preindustriale, il livello del mare era 16 metri più in alto rispetto ai giorni nostri. Ne abbiamo parlato con Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro dell’Ambiente.

Il 13 settembre del 2007 Lei come Ministro dell’Ambiente chiudeva i lavori della Conferenza Nazionale sul cambiamento climatico nella Sala Plenaria della FAO:

Proposi una svolta ecologista per l’Italia con lo slogan ” insieme si può”. Parlai dal luogo di nascita del manifesto di Spinelli di una Ventotene a impatto zero per un’Italia e un’Europa a zero fossili. Poi inserimmo nel programma dell’Unione impegni davvero green e una volta al governo ho lavorato per mantenere le promesse. Da questo sono nati il Conto Energia che ha fatto partire il solare o l’ecobonus, il raddoppio dei fondi ai parchi e i 1000 cantieri contro il dissesto idrogeologico e tante altre norme. Per questo affidai all’agenzia dell’ambiente APAT il compito di realizzare la conferenza con un anno di convegni scientifici preparatori.

È stata la più grande conferenza di questo tipo organizzata nella UE. Migliaia di partecipanti e, per la prima volta, la diretta streaming, ma poi in che conto sono stati tenuti i risultati?

Nel 2007 era davvero un record aver coinvolto di persona e in collegamento oltre 10.000 persone. Ad oggi resta il più importante evento di questo tipo realizzato nel nostro Paese e uno dei più rilevanti realizzati da un governo nazionale. Allora però fummo attaccati dalle lobby dei fossili e dai loro alleati.

Vi accusarono di catastrofismo perché prevedevate bombe d’acqua e surriscaldamento del Mediterraneo. Oggi sono purtroppo d’attualità e ci sono studi scientifici che arrivano a prevedere innalzamenti del livello dei mari fino a 16 metri.

Proprio così. Ci attaccarano e poi per 12 anni i governi successivi hanno solo annunciato strategie generiche mentre noi, con gli scienziati, preparammo un decalogo di interventi per un vero Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC).

Occorre agire subito per evitare o almeno limitare lutti e danni causati dai sempre più frequenti fenomeni atmosferici estremi. Occorre rilanciare anche il piano per uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili.

Gli studi coordinati su mia richiesta dal direttore dell’APAT Roberto Caracciolo e dal climatologo Vincenzo Ferrara focal point dell’IPCC sono di grande valore e ancora attuali.

Cosa consiglia al nuovo governo?

Di dichiarare subito l’Emergenza Climatica come chiedo insieme a oltre 150.000 firmatari di mie petizioni su Change org e come milioni di giovani e cittadini che parteciperanno al Global Strike for Futuredel 27 settembre. Poi conseguentemente avviare un vero Green New Deal come propone Jeremy Rifkin (mio consigliere proprio nel 2007) e arrivare a un Italia a zero emissioni per il 2030.

Sarò troppo ambizioso, ma se non vogliamo portare all’estinzione la specie umana e tante altre occorre agire.

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