100.000 elefanti uccisi per l’avorio in Cina

100.000 elefanti uccisi per l’avorio in Cina

Fonte immagine: Elephant via Shutterstock

Sarebbero 100000 gli elefanti deceduti a causa del commercio d'avorio in Cina, un mercato che negli ultimi tre anni ha visto una crescita fuori controllo.

La futura sopravvivenza degli elefanti è praticamente nelle mani di una nazione sola: la Cina. È quanto dimostra una recente ricerca, che svela come il gigante asiatico sia responsabile dell’uccisione di gran parte dei pachidermi, sia africani che asiatici. La richiesta d’avorio sarebbe infatti “fuori controllo” e le misure normative per contenere il fenomeno del tutto insufficienti. Protestano gli animalisti, i quali richiedono sanzioni esemplari a livello internazionale per i fallimenti del governo cinese.

I ricercatori di Save The Elephants e della fondazione Aspinall hanno scoperto come, nel periodo tra il 2010 e il 2012, la fame di avorio sia cresciuta senza sosta. Sono aumentate le quantità smerciate illegalmente, è cresciuto il prezzo a dismisura, si sono moltiplicati i bracconieri e i soggetti impegnati nel mercato nero. Un commercio che sarebbe quasi esclusivamente ad appannaggio della Cina, dove l’oro bianco degli elefanti è utilizzato non solo per la produzione di monili di lusso, ma anche per alcuni rimedi della medicina tradizionale.

Gli studi passati hanno svelato come, nel 2002, ben 5.241 oggetti in avorio siano stati sequestrati tra Pechino e Shanghai. Una cifra che non può ovviamente tenere conto del sommerso, per un commercio potenzialmente più ampio. Un dato ancora più allarmante, se si considera come solo nel 2014 siano stati rivelati 8.444 manufatti, per un totale di 37 aziende illegali e 145 rivenditori, contro i 9 e i 31 scovati 12 anni prima. Non è però tutto: dal 2010 a oggi, le richieste del mercato cinese avrebbero causato la morte di ben 100.000 pachidermi, un numero incredibilmente alto di esemplati braccati e uccisi da cacciatori di frodo senza scrupolo, per altrettanti acquirenti asiatici poco interessanti a una specie animale costantemente a rischio.

Al momento non stiamo vincendo la battaglia di conservazione contro i bracconieri di elefanti, i trafficanti e i consumatori d’avorio. Le leggi esistono in Cina, ma non vengono adeguatamente applicate. Il sistema è completamente fuori controllo.

Così si esprimono gli autori della ricerca, convinti che il futuro degli elefanti sia nelle mani del governo cinese, nella speranza si apra una nuova era di piena collaborazione per il futuro della specie.

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