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10.000 oche presto uccise all’aeroporto Schiphol di Amsterdam

10.000 oche presto uccise all’aeroporto Schiphol di Amsterdam

10.000 oche verrann soppresse per garantire il traffico aero di Schiphol, ad Amsterdam: gli animalisti sono sul piede di guerra e si danno battaglia.

Una vera e propria mattanza di oche verrà effettuata a partire dalla prossima settimana nei pressi dell’aeroporto di Schiphol, scalo internazionale che serve la città di Amsterdam. Le autorità aeroportuali hanno deciso di intervenire contro i pennuti selvatici per la sicurezza del traffico aereo, sebbene gli animalisti siano già sul piede di guerra.

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È di 20 chilometri il raggio d’azione di questa iniziativa aeroportuale, che verrà condotta con l’ausilio di speciali gassificatori per sopprimere quante più oche possibile. La necessità di sbarazzarsi del volatile sembrerebbero essere connesse alla sicurezza di voli e passeggeri: in caso di impatto con un velivolo, infatti, si rischiano incidenti anche mortali. Un simile caso si è verificato nel 2010, quando un aereo della Maroc Air ha dovuto eseguire un atterraggio d’emergenza a seguito di un incidente che ha coinvolto proprio le oche.

Fauna Bescherming, un gruppo animalista locale, ha però deciso di esporsi attivamente per prevenire questa mattanza. Pur riconoscendo la necessità di aerei e aeroporto, e pur supportando la legittima richiesta di sicurezza da parte di piloti e passeggeri, esisterebbero infatti dei metodi rodati per allontanare le oche senza dover ricorrere alla mattanza. In particolare, pare che la modifica delle coltivazioni adiacenti alla struttura possa essere più che sufficiente per scongiurare ogni pericolo: le oche, infatti, non stazionano dove la vegetazione non è gradita. In alternativa, gli animali potrebbero essere catturati – così come devono essere catturati per i gassificatori – e rilasciati altrove, in particolare in zone d’aperta campagna lontane dall’aeroporto.

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Già lo scorso anno 5.000 pennuti sono stati soppressi e l’obiettivo delle autorità aeroportuali è quello di sgombrare piste e zone di sorvolo del 90% di tutti gli esemplari. Il primo ricorso in tribunale dell’associazione animalista non sembra aver portato ad alcun esito, ma gli attivisti sono pronti a nuove battaglie e forse anche ad azioni di protesta e disobbedienza pubblica. Come andrà a finire lo sapremo di certo nei prossimi giorni.

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