A Capodanno le lenticchie sono un piatto tradizionale. Si dice, infatti, siano di buon auspicio per l’anno che verrà, soprattutto dal punto di vista economico. Secondo alcuni, il parallelismo è causato dal fatto che questi legumi assomigliano a delle monete, ma in antichità il mondo contadino legava le superstizioni alle colture e al loro andamento: le lenticchie si seminano tradizionalmente alla prima luna di primavera. Se la primavera sarà precoce, la coltura sarà fortunata e le tasche del contadino piene: ecco da dove viene la credenza. Per onorare una simile usanza, ecco una ricetta vegan facile e molto gustosa, che prevede l’abbinamento con i peperoni.

Per la preparazione occorre una pignata, ossia una minipentola di terracotta. Ma prima di accingersi a preparare la ricetta vegan, bisogna sapere che esistono due scuole di pensiero relative alle lenticchie: secondo alcuni, si possono cucinare così come vengono acquistate, secondo altri devono invece trascorrere almeno una notte ammollo in acqua.

Le lenticchie sono inoltre uno dei legumi più tradizionali: la loro prima coltura si pensa sia avvenuta in Asia Minore, nella cosiddetta Mezzaluna Fertile, per poi espandersi in tutto il Mediterraneo ed entrare nella cucina tradizionale greca e in quella romana.

Ingredienti e preparazione

Ingredienti:

  • 400 g di lenticchie;
  • sedano q.b.;
  • aglio q.b.;
  • cipolla q.b.;
  • prezzemolo q.b;
  • 2 pomodorini ciliegino;
  • sale q.b;
  • acqua q.b;
  • 12 peperoni verdi;
  • olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento:

Per la zuppa di lenticchie, si inseriscono nella pignata i legumi, il sedano, l’aglio, la cipolla, il prezzemolo e i pomodorini, dopo averli lavati e tagliati a pezzetti. Il tutto deve essere coperto appena da uno strato d’acqua, uno strato leggerissimo, che va rimpinguato qualora evapori. Per questo è consigliabile tenere sempre vicino un pentolino con dell’acqua bollente, per tutta la durata della cottura su fornello a gas, che dura da una mezz’ora ai tre quarti d’ora circa, secondo la tipologia delle lenticchie scelte. Di tanto in tanto, bisogna rivoltare i legumi con gli altri ingredienti, usando un cucchiaio, meglio se di legno: un intervento utile per evitare che la cottura interessi unicamente le lenticchie sul fondo.

Un altro tipo di cottura più tradizionale prevede che il processo avvenga all’interno del camino acceso. In questo caso, la cottura può durare delle ore, due o tre di solito, e contempla che i legumi vengano rivoltati più spesso, perché si cuociono più in fretta sul lato vicino al fuoco.

Per i peperoni fritti, si lavano i peperoni accorciando il picciolo, ma non liberandoli del tutto. I peperoni, infatti, devono affrontare la frittura completamente chiusi. In una padella a sponde medie, si porta l’olio extravergine d’oliva a una temperatura di 60° circa, per poi friggerci i peperoni, che vanno salati in cottura. È fondamentale che la temperatura dell’olio non diventi troppo alta.

La salatura delle lenticchie avviene a cottura ultimata. La ricetta va servita con il contenuto della pignata – lenticchie e ortaggi vari – e i peperoni fritti, aggiungendo anche un filo d’olio crudo. È sempre meglio, infine, servire caldo.

30 dicembre 2015
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