Lo zucchero come fonte di dipendenza al pari di droghe, fumo e alcool. A rilanciare il tema una proposta che ha già scatenato molte polemiche, quella del capo del Servizio Sanitario di Amsterdam Paul Van Der Velpen. L’ipotesi prevede una speciale tassazione sui “dolci” per limitarne l’uso ormai oltremodo diffuso tra la popolazione.

La dipendenza da zucchero si evidenzierebbe in particolare, sostiene il medico olandese, nel consumo improprio di merendine e snack, gelati e bibite zuccherate, ben più economici di alcool e tabacco e perciò ritenuti più pericolosi. Come riferisce lo stesso Van Der Velpen:

Lo zucchero crea una forte dipendenza da cui è difficile liberarsi quanto quella dal tabacco.

La preoccupazione espressa da Van Der Velpen è forte e si spinge fino alla richiesta di appositi messaggi di avviso a tutela del consumatore, da apporre sulle confezioni seguendo una metodologia simile a quella impiegata sui prodotti a base di tabacco. Il rischio sostiene è di favorire il diffondersi di patologie come l’obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari.

Sotto accusa è soprattutto lo zucchero bianco, raffinato e impoverito delle sostanze naturali in esso contenute. Enzimi, sali minerali e vitamine vengono persi durante il processo di lavorazione, lasciando il prodotto finale privo di ogni potenziale effetto benefico.

A sostenere la tesi della dipendenza da zucchero anche un recente studio dell’Università du Guelph in Canada. La ricerca paragona gli effetti di merendine e snack a quelli della cocaina, indicando al contempo quegli alimenti come una delle principali cause dell’obesità occidentale.

24 settembre 2013
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