Un’indagine ha portato alla luce le reali condizioni degli animali presenti all’interno degli zoo privati in Cina. A capo di questa ricerca la China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation (CBCGDF), che ha trasformato l’indagine in un piccolo documentario, dopo aver visitato ben tre strutture. Pubblicato attraverso il social media Weibo, ha raggiunto più di quatto milioni di visualizzazioni, sconvolgendo l’opinione pubblica. L’allarme lanciato dal gruppo ha fatto seguito al primo tam-tam e ai primi video immessi in rete dalla casa di produzione Pear.

Nella clip gli animali presenti appaiono denutriti, sofferenti, rinchiusi in gabbie malandate e in preda allo stress. Le tigri vivono singolarmente dentro box di ferro replicando l’immagine di una batteria, nessun contatto con la natura ma solo freddo cemento. La loro condizione appare deprimente, perché risultano terribilmente denutrite, tanto da mostrare la carne rosa sotto il pelo assente e un fortissimo dimagrimento.

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Ma non sono le uniche, perché il documentario illustra la situazione di alcuni orsi potenzialmente ciechi, un pitone dal corpo deformato, scimmie con infezioni della cute, un’altra penosamente in preda a tremori dati dalla reclusione, animali isolati, depressi, tristemente reclusi. Puro maltrattamento messo in atto per ricavare un guadagno, inserendo queste strutture private a pochi metri dalle aree abitate.

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Come ha sottolineato il team del documentario, in tandem con Animal Asia, in Cina non esiste una vera regolamentazione di questi spazi. Le condizioni di trascuratezza sono ai massimi livelli, con grande sofferenza degli animali che spesso muoiono di fame e di infezioni. I quattrocento zoo privati presenti non garantiscono una sufficiente trasparenza per quanto riguarda il numero di esemplari detenuti, la loro provenienza e le reali condizioni. Secondo le riprese, alcuni membri degli zoo si vantavano di trafficare questi animali per poi rivenderli ai grandi zoo nazionali e parchi safari. Come sostiene anche Dave Neale di Animals Asia, non vi è nessun progetto educativo nel detenere degli esemplari selvatici, per questo è indispensabile aggiornare le leggi in merito introducendo regolamenti e azioni di tutela.

12 aprile 2017
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