Gli zoo italiani verserebbero in una situazione di preoccupante cattiva amministrazione. È quanto comunicano Andrea Zanoni, europarlarmentare dell’IdV, e l’intergruppo “Benessere degli animali” a margine dell’indagine “Born Free“: troppi zoo dello Stivale opererebbero senza le necessarie licenze governative.

«L’Italia applichi alla lettera la direttiva 1999/22/CE sulla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici destinando gli animali alle sole strutture europee in regola.»

Queste le parole dell’eurodeputato, il quale sottolinea come le normative impongano dei severi controlli, con licenze connesse, affinché le strutture di gestione degli animali siano compatibili con l’esistenza stessa delle specie ospitate, non minandone la natura e la sopravvivenza. Ma, a quanto pare, la legge in Italia sarebbe del tutto snobbata, con animali rinchiusi in pessime condizioni:

«È una situazione vergognosa indegna dell’Unione europea del 2012 e dei suoi valori fondanti. Mi appello alla Commissione europea affinché intervenga al più presto per esigere dai governi nazionali il pronto recepimento della direttiva in questione e soprattutto la sua corretta applicazione. In Italia la direttiva Zoo è stata recepita ufficialmente con il Decreto Legislativo 73 del 21 marzo 2005, ma la sua attuazione è a dir poco lacunosa».

L’effetto di queste normative non applicate si traduce in situazioni di cattività estreme per gli animali, costretti a vivere in spazi angusti, ricoperti da sporcizia e feci, senza la giusta alimentazione e nemmeno le più basiche norme di buon senso per la loro esistenza. Spesso, inoltre, gli zoo sorgono in prossimità di sale concerto, discoteche, parcheggi e cantieri: la quiete e la serenità delle specie ospitate, quindi, sarebbe tutto fuorché che garantita. Di oltre 100 strutture pubbliche e private in Italia, solo 8 hanno ottenuto la concessione governativa necessaria.

26 aprile 2012
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