Lo zoo di Napoli da tempo si trova in estrema difficoltà, la società che lo gestiva è purtroppo fallita con relative conseguenze economiche. Ora lo zoo rischia lo sfratto se non subentreranno nuovi acquirenti, con licenziamento dei dipendenti e dubbi sul destino degli animali stessi. Da tempo i 300 ospiti, reclusi contro il loro volere, versano in condizioni discutibili e igienicamente precarie.

La stessa cittadinanza si è mossa organizzando collette spontanee e incentivando le visite, sfruttando la possibilità di accesso fino al 31 maggio 2012. Ma dopo questa data il futuro dello zoo diventerà una vera e propria incognita, un mistero che potrebbe mettere a repentaglio la vita degli animali. All’inizio del mese la stessa giunta comunale aveva approvato una delibera per la somma di 120.000 euro, da consegnare al curatore fallimentare attuale gestore dello zoo. L’amministrazione di un posto così vasto richiede un dispendio economico non indifferente, si teme quindi che i soldi non coprano completamente le spese primarie per il sostentamento degli animali.

Anche in questo caso la cittadinanza si è fatta avanti con una singolare iniziativa benefica ribattezzata Zoo Wall, ovvero un sito con la possibilità di adottare e nutrire virtualmente uno o più dei 300 ospiti dello zoo. L’operazione si presenta come un giardino zoologico di natura virtuale, una sorta di muro dove ogni mattone rappresenta qualcosa: con la cifra base di 10 euro si possono acquistare cibo, acqua, spazi pubblicitari in cambio di una donazione. Inoltre adottando uno degli animali, dalla tigre al leone, dalla zebra allo struzzo, sarà possibile monitorare la sua evoluzione, contribuire all’acquisto del nutrimento e alla sua cura personale. È un’iniziativa divertente e utile che potrebbe fare la differenza, salvando definitivamente e migliorando le condizioni dello zoo partenopeo.

22 maggio 2012
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I vostri commenti
Giordano Fontana, martedì 7 maggio 2013 alle15:48 ha scritto: rispondi »

povera lei meglio dove e visutta come se a te ti mettono in galera che faresti

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