Ancora l’ennesimo problema per lo Zoo di Napoli, che si trova ad affrontare una nuova emergenza cibo. Nel magazzino della struttura rimangono quantitativi di cibo e acqua necessari a sfamare gli animali per soli quattro giorni. Nonostante i 50.000 euro stanziati venerdì dal Comune partenopeo, non esiste una figura apposita che si possa occupare della situazione.

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In mancanza di questo referente responsabile dello zoo, i soldi non potranno essere utilizzati per sfamare gli animali. Nonostante il Sindaco Luigi de Magistris abbia provveduto a stanziare la cifra, la delibera che ne certifica l’esecuzione e il trasferimento immediato non può essere inoltrata al curatore fallimentare. Come stabilito dal giudice delegato alla gestione fallimentare, Nicola Graziano, in un’ordinanza notificata a Palazzo San Giacomo.

Il curatore fallimentare, Salvatore Lauria, può curare solo la liquidazione della società Parks and Leisure srl che si occupava in precedenza dello zoo. È indispensabile quindi che la giunta provveda a nominare con urgenza la figura del dirigente comunale, chiamato ad occuparsi degli animali della struttura. Il tutto dovrebbe avvenire già oggi, così da prendere in mano la problematica e arginare la mancanza cibo che potrebbe scattare mercoledì all’esaurimento delle scorte.

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Come sottolineato dal vice sindaco Tommaso Sodano:

«In piena sintonia con la richiesta dalla procura di Napoli e della curatela fallimentare abbiamo stanziato 50 mila euro per garantire la continuità della cura e dell’alimentazione degli animali custoditi nello zoo di Napoli. C’è un accordo anche con i servizi veterinari per garantire ogni giorno l’assistenza veterinaria e controllare che stiano bene, cosa che stiamo già facendo. E oggi nomineremo il dirigente del settore chiamato a prendersene cura. C’è solo un problema di interpretazione se lo strumento per la nomina del dirigente debba essere una delibera o una ordinanza ma mi sembra un aspetto formale di facile risoluzione».

La cifra stanziata dovrebbe coprire anche gli stipendi dei 70 dipendenti momentaneamente licenziati. Nel frattempo alcuni animali sono in procinto di lasciare la struttura, diretti verso oasi protette oppure parchi naturali. In forse anche la compravendita di qualche esemplare, pronto per strutture simili, e la presenza di alcune tigri del bengala nate in cattività e mai registrate.

25 marzo 2013
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