Tre casi piuttosto allarmanti hanno colpito lo zoo di Bristol, una città a sud ovest del Regno Unito. Tre situazioni che da dicembre hanno scombussolato la quieta dinamica della struttura: la perdita di un piccolo nucleo familiare di Visayan Warty, ovvero il cinghiale delle verruche delle Visayas, l’annegamento di un Leontocebo dalla testa dorata (Leontopithecus chrysomelas) e la fuga di tre uccellini della specie Loriini. Gli eventi hanno gettato un’ombra sull’organizzazione dello zoo e le capacità dello staff, quindi sulle reali condizioni degli esemplari ospitati. Ma un portavoce di BIAZA, che sovrintende e rappresenta zoo e acquari nel Regno Unito, sostiene che la struttura può vantare un livello molto alto. Un rappresentante ha confermato queste parole, sottolineando come la cura e il benessere degli animali siano al primo posto. Non a caso lo zoo pare rappresenti uno standard europeo fra i più elevati.

Secondo i responsabili, la salute e il comfort degli animali sarebbe sempre garantita, come dimostrato dalla qualità della cura veterinaria e dalla creazione di spazi naturali simili all’habitat d’origine. Le situazioni che sfuggirebbero al controllo comunque sarebbero davvero molto rare. Nonostante ciò, un esemplare di primate Leontocebo sarebbe caduto nel laghetto delle lontre, finendo annegato per poi concludere l’avventura tra le fauci degli animali. Il personale, giunto sul posto in modo tempestivo, non avrebbe potuto fare altrimenti.

Si può asserire lo stesso per tre esemplari di Loriini, uccelli della stessa famiglia dei pappagalli, la cui voliera viene controllata due volte al giorno. Ma un piccolo foro nella rete ha consentito al gruppo di prendere la via di fuga: due sembrano essere stati recuperati e il foro ricucito. Ma un terzo esemplare è ancora a piede libero, potrebbe quindi creare scompiglio tra le specie autoctone.

Infine nell’occhio del ciclone la perdita di una famiglia di cinghiali delle verruche delle Visayas, la cui femmina Manilla era giunta in luglio presso lo zoo seguita dal nuovo compagno Elvis. L’obiettivo di ampliare il gruppo, per una specie così rara, era stato portato a termine e la femmina era rimasta incinta. Ma nonostante la conoscenza dell’indole violenta dei maschi della specie, Elvis aveva finito per distruggere tutta la prole e parte della zona posteriore di Manilla. Non sono serviti i consigli di un esperto, che indicava la separazione come soluzione di vita: lo staff non è riuscito a salvare il gruppo per tempo.

6 febbraio 2015
In questa pagina si parla di:
zoo
Fonte:
Lascia un commento