Un lavoro di squadra importante, quello tra la ONG britannica Four Paws e il ministero turco per l’Ambiente, che ha permesso la messa in sicurezza degli ultimi animali presenti presso lo zoo di Aleppo. Mentre in Siria i combattimenti imperversano da anni, i tredici esemplari rimasti in vita hanno combattuto contro la fame, la sete e il terrore degli scontri. Vero eroe della situazione di disagio è stato il custode dello zoo, che non ha voltato le spalle ai superstiti e li ha mantenuti in vita. Nonostante la paura, nonostante la mancanza di viveri, soldi e molto altro, l’uomo è riuscito a portare a termine una missione impossibile. Gli animali ancora in vita sono stati trasportati presso la riserva naturale di Karacabe, nella provincia occidentale di Busra.

Il gruppo dei tredici sopravvissuti è composto da cinque leoni, due cani, due tigri, due orsi e due iene. Una presenza esigua, tutto quello che rimane in vita del giardino zoologico di Aleppo, l’Aalim al Sahar aperto nel 2011.

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Mentre il proprietario è scappato, il custode della struttura ha continuato a presentarsi ogni giorno recuperando cibo e chiedendo aiuto ai vicini di casa. Tra avanzi e frattaglie, ha salvato l’esistenza ai tredici poveri animali superstiti, turbati dagli spari e dai combattimenti. Gli esemplari verranno presto visitati, per definire con precisione il loro stato di salute. Per il momento sono state riscontrate lesioni alla pelle, un attacco cardiaco monitorato, qualche cataratta per le iene e una forte malnutrizione.

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Appena possibile verranno accolti in strutture fuori dal territorio siriano, possibilmente in Norvegia o Giordania. E benché gli scontri siano ancora attivi, Four Paws è riuscita a far uscire gli animali dallo zoo attraversando il confine. Un recupero importante che potrà porre fine ad anni di sofferenza e terrore.

1 agosto 2017
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