Tra le routine quotidiane di bellezza, la cura della cosiddetta “zona T” è quella che genera più grattacapi. Comprendendo fronte, naso e mento, si tratta di una delle aree del corpo maggiormente esposte agli agenti esterni, nonché fra le più colpite da inestetismi come pelle lucida o secca, ma anche e soprattutto dalla la presenza di punti neri, brufoli e pori dilatati. Quali sono, di conseguenza, i consigli per trattare al meglio una zona così delicata per la propria immagine?

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Prima di cominciare, è bene come sottolineare come i problemi della pelle del viso possano non solo derivare da questioni abbastanza normali, come il comune accumulo di sebo, ma anche da problemi ormonali, disturbi nell’alimentazione e la presenza di varie patologie. Per questo è necessario vagliare il parere del medico curante o del dermatologo, o di qualsiasi altro specialista dovesse essere necessario, preventivamente all’impiego dei rimedi naturali.

Zona T: tipologie di pelle e problemi

Per zona T, così come già accennato, si intende quella porzione del volto che comprende la fronte, il naso e il mento. Si tratta di una parte del corpo molto esposta, soprattutto all’azione degli agenti esterni sia atmosferici che inquinanti, quindi più soggetta a impurità rispetto ad altre aree più coperte. L’aspetto della zona T dipende innanzitutto dalla predisposizione genetica, nonché dalla tipologia di pelle e dal proprio fototipo: vi sono individui che non necessitano di grandi trattamenti per mostrare un volto sempre liscio e compatto, altri che lottano con punti neri e brufoli nonostante una grande dedizione alla cura personale. Importante, di conseguenza, è innanzitutto farsi seguire da uno specialista per identificare eventuali cause concomitanti, ad esempio quelle di natura ormonale.

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In linea generale, la pelle del viso può essere classificata a seconda delle sue caratteristiche, tramite quattro gruppi principali. Naturalmente, all’interno di questi ultimi, le condizioni e le specificità potrebbero ulteriormente variare.

  • Pelle grassa: molto frequente in adolescenza a causa dei cambiamenti ormonali a cui è sottoposto l’organismo, ma spesso persistente anche in età adulta, si caratterizza per una tendenza alla produzione di grandi quantità di sebo che, depositandosi, rimandano un effetto lucido e possono contribuire all’apparizione di inestetismi cutanei come punti neri e brufoli;
  • Pelle secca: al contrario della precedente, vede una scarsa produzione di sebo e questa condizione comporta una minore elasticità dei tessuti, secchezza cutanea, tendenza alla screpolatura e minore protezione dagli agenti esterni;
  • Pelle eudermica: è la definizione per la pelle normale, che apparirà quindi compatta, senza grandi inestetismi, con pori scarsamente visibili e un buon equilibrio nella produzione di sebo;
  • Pelle mista: rappresenta il sunto delle condizioni precedenti e caratterizza un volto diviso in diverse aree, alcune del tutto normali, altre grasse e altre ancora secche.

Come facile intuire, ogni tipologia di pelle ha bisogno di consigli e rimedi naturali mirati, proprio per non peggiorare la propria condizione. Utile, anche in questo caso, farsi consigliare dallo specialista.

Consigli e rimedi naturali

Sono molti i consigli utili, nonché i rimedi naturali, che possono essere impiegati nella routine quotidiana di bellezza. Innanzitutto, è bene sottolineare come qualsiasi tipologia di pelle abbia bisogno comunque di una buona idratazione, nonché di una breve e non invasiva pulizia quotidiana.

Per le pelle grasse, quelle più colpite dai disturbi tipici della zona T, bisogna sempre considerare come non serva solo una pulizia profonda, ma anche seguire delle tecniche che non risultino troppo aggressive. Trattamenti eccessivamente seccanti, o lavaggi temporalmente troppo ripetuti, potrebbero infatti stimolare per riflesso la produzione di più sebo, anziché contenerla. Il lavaggio quotidiano del viso dovrà essere effettuato con detergenti non troppo seccanti né del tutto oleosi, preferendo soluzioni neutre come il sapone di Marsiglia che, oltre ad aiutare a pulire i pori, non ha un effetto di occlusione degli stessi. Una volta a settimana potrà essere utile una pulizia più profonda, con dei suffumigi di acqua demineralizzata calda per favorire la fuoriuscita del sebo dai pori, quindi con una maschera all’argilla purificante oppure un trattamento esfoliante. Altrettanto utile potrà essere l’applicazione di un velo di gel all’aloe vera, poiché rinfrescante e riequilibrante, quindi ricorrere a un tonico naturale per rendere meno visibili i pori dilatati. Meglio preferire le soluzioni non eccessivamente alcoliche, per non stimolare di riflesso la produzione di sebo, oppure affidarsi a composti a base di limone oppure aceto di mele. Infine, per l’eliminazione e l’estrazione dei punti neri, si eviti di schiacciare con troppa veemenza i pori per non allargarli ulteriormente: ci si potrà aiutare creando una crema morbida di acqua e bicarbonato, da applicare qualche minuto: l’effetto astringente aiuterà i pori a liberarsi naturalmente. Prima di provare, però, è bene verificare la sensibilità della propria epidermide su una piccola zona, come il polso della mano.

Per la pelle secca, fondamentale è l’idratazione. Durante la pulizia del viso, però, è necessario ricorrere a saponi molto delicati, soprattutto sulle zone screpolate, nonché evitare trattamenti profondi troppo ravvicinati nel tempo. Ideali saranno le maschere nutrienti e capaci di stimolare la produzione di collagene, come la classica all’avocado, ma anche approfittare dell’effetto rigenerante dell’olio di jojoba.

Per la pelle mista, come facile intuire, serve un approccio differenziato a seconda delle aree della da trattare. Per le aree grasse, tendenzialmente concomitanti proprio con la zona T, possono valere gli stessi consigli per le pelli grasse: buona idratazione, pulizia profonda, maschere all’argilla, esfoliazione e tonici a base di limone o aceto. Per le aree secche il già consigliato olio di jojoba ma anche quello di lino, quest’ultimo dall’effetto compattante anche nelle parti limitrofe più grasse.

Naturalmente, una zona T perfetta necessita anche di uno stile di vita sano: l’alimentazione deve essere equilibrata, l’idratazione costante e si devono abbandonare vizi come il fumo e l’alcol.

10 giugno 2017
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