Lo zenzero è uno degli alimenti che non può mai mancare nella dispensa, date le sue uniche proprietà benefiche sull’organismo. Azione antinfiammatoria, eliminazione dei disturbi gastrointestinali, riduzione del grasso in eccesso, aiuto negli stati febbrili: queste sono solo alcune delle numerose caratteristiche della radice miracolosa. È possibile, però, coltivarla in casa?

La risposta è sicuramente affermativa: lo zenzero, così come qualsiasi altra radice o tubero, può essere coltivato facilmente in casa, sia in un vaso in balcone che in un orto, qualora si disponesse di un piccolo appezzamento di terra.

Per iniziare l’autoproduzione di zenzero, è innanzitutto necessario procurarsi un rizoma – ovvero una radice – preferibilmente già dotata di germogli. Qualora la coltivazione fosse da balcone, sarà inoltre necessario scegliere il vaso adeguato, così come la corretta composizione del terriccio.

Scelta del vaso

Essendo una radice, lo zenzero ha bisogno di molto spazio all’interno del terreno, sia per crescere che per assorbire le sostanze nutritive. Per capire la dimensione del vaso da utilizzare, si prenda una radice adulta e la si misuri, aggiungendo alla lunghezza almeno 5-10 centimetri di terra sottostante e altrettanti sulla larghezza, per lo sviluppo laterale. Per quattro radici, si può optare per un contenitore alto una cinquantina di centimetri e altrettanto largo, con i rizomi distanziati l’uno dall’altro di almeno 10-15 centimetri.

Preparazione del terriccio

Scelto il vaso, bisogna prepararlo prima di riempirlo con il terriccio. Lo zenzero ha bisogno di un ambiente umido per svilupparsi, quindi la prima operazione da fare è assicurarsi che il contenitore non disperda troppa acqua. Si può rivestire l’interno con un sacco di iuta, ad esempio quello per le patate, o con fibre plastiche bucherellate. Inoltre, è utile predisporre un fondo di argilla, capace di far defluire l’acqua molto lentamente. Il terriccio scelto, invece, dovrà essere mediamente sabbioso: questo perché i rizomi non hanno bisogno solamente dell’umidità, ma anche di un ambiente che sia in grado di mantenere una temperatura mite.

Piantagione e raccolto

Terminata la fase di preparazione, si passa alla piantagione vera e propria. Lo zenzero può essere coltivato in qualsiasi periodo dell’anno, anche se in genere si preferisce il lasso di tempo da dicembre ad agosto. Si prenda quindi la radice – preferibilmente da coltivazioni biologiche, perché quelle comuni potrebbero essere state trattate per ritardare la germogliazione – e la si inserisca nel terreno a pochi centimetri della superficie: durante la crescita, il rizoma si svilupperà verso il basso, mentre la piantina crescerà ovviamente all’esterno. Per la conservazione serve un ambiente temperato, quindi d’inverno il vaso dovrà essere conservato in casa, mentre d’estate all’aria aperta. Qualora la coltivazione fosse in orto, nei mesi freddi si può predisporre un telone di copertura oppure optare per la coltivazione in serra. Per l’innaffiatura, si ricordi come lo zenzero richieda acqua quotidianamente, ma attenzione a non esagerare per non rendere il terreno troppo paludoso.

Dopo circa 6 mesi dalla piantagione lo zenzero sarà pronto per essere raccolto. Quando si effettua questa procedura bisogna ricordarsi di conservare un paio di rizomi per permetterne un nuovo ciclo di coltivazione. Prima di procedere con la seconda produzione, tuttavia, sarà necessario controllare nuovamente il vaso ed eventualmente sostituire parte del terriccio, depauperato di sostanze nutritive dalla precedente crescita.

5 ottobre 2013
I vostri commenti
luigi, mercoledì 9 marzo 2016 alle11:30 ha scritto: rispondi »

sono interessato anche ad altre culture tipo ortica menta erba cipollina timo ecc

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