La dieta vegetariana è un regime alimentare sostenibile per l’ambiente, etico e salutare che in alcuni casi può salvare addirittura la vita. Lo dimostrano i dati sui casi di allergia alla carne in continuo aumento in America. Si tratta di reazioni allergiche imputabili al morso di una particolare specie di zecca che si sta diffondendo rapidamente anche in Italia.

Della reazione allergica al morso della zecca Amblyomma americanum si è discusso a Bergamo nel corso del congresso nazionale dell’AAITO, l’Associazione Allergologi Immunologi Territoriale Ospedalieri.

Secondo gli esperti il morso della zecca nota come “Lone Star” può innescare una forte risposta del sistema immunitario di cui l’organismo conserva tracce per mesi. Il corpo umano a causa dell’azione della zecca non tollera più il consumo di carne di manzo, maiale e agnello.

Le persone morse dalla zecca sono così costrette a seguire una dieta vegetariana per non rischiare gravi reazioni allergiche. L’allergia alla carne dopo il morso della Lone Star può durare diverse settimane. In alcuni casi il paziente è costretto a non mangiare carne per alcuni mesi e fino a 3 anni per evitare la comparsa di gravi sintomi: orticaria, gonfiore sul viso, rapido abbassamento della pressione sanguigna e shock anafilattico.

Il morso della zecca fa entrare in circolo nell’organismo uno zucchero denominato alpha-gal che incrementa la produzione di anticorpi. Nello specifico il sistema immunitario inizia a produrre maggiori quantità di immunoglobuline E, all’origine delle allergie. Quando un individuo morso da una zecca mangia carne l’organismo riconosce l’alpha-gal e attiva una reazione allergica.

Secondo gli esperti la popolazione più a rischio è quella che vive in aree rurali e montane. Lo conferma uno studio condotto a Tremonti in Friuli Venezia Giulia che ha rilevato una positività IgE anti-alpha-Gal nel 24,7% della popolazione.

Gli allergologi avvertono che nei prossimi anni l’allergia alla carne potrebbe diffondersi in Italia nelle zone in cui le zecche Lone Star sono endemiche. Questa forma allergica fortunatamente regredisce spontaneamente dopo alcuni mesi a patto di non essere morsi nuovamente da una zecca.

27 ottobre 2015
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