L’Italia sta fronteggiando una vera e propria invasione di zanzare tigre (Aedes albopictus), insetti lunghi dai 2 ai 10 millimetri contraddistinti da una vistosa bardatura tigrata bianca e nera. A lanciare l’allarme è l’ultimo bollettino redatto dalla Vape Foundation e diffuso da Anticimex. Questa specie, tipica dei Paesi tropicali, si è diffusa nel nostro Paese a seguito dell’aumento dei viaggi dei cittadini in mete esotiche e dell’incremento delle importazioni di merci.

Dalla mappa del rischio infestazione elaborata dagli esperti emerge che a essere più colpite dal fenomeno sono il Veneto, l’Emilia Romagna, il Lazio, le Marche, il Molise, la Campania, la Calabria, la Basilicata e la Sicilia.

In queste Regioni l’infestazione sarà alta, mentre in tutte le altre il livello di diffusione si manterrà nella media. Milano e Roma saranno le metropoli più colpite. A poter tirare un sospiro di sollievo in Italia sono soltanto gli abitanti di due Regioni: il Trentino-Alto Adige e la Val d’Aosta, che avranno un livello di infestazione medio-basso.

La zanzara tigre in Italia è attiva da aprile fino a ottobre ed è in grado di resistere anche a lunghi periodi di siccità. Quest’anno sono in tutto 63 le Province con un indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto, registrato su una scala da 0 a 4. Gli esperti consigliano di adottare alcuni accorgimenti per tenere lontane le zanzare tigre e scongiurare il rischio di contrarre pericolose malattie infettive.

A casa occorre limitare tutti quei fattori che creano un ambiente ideale per le zanzare: dal ristagno di acqua nei sottovasi delle piante all’assenza di sistemi di disinfestazione. La zanzara tigre depone le uova nel raggio di 200 metri dal suo habitat, dunque se si avvistano degli esemplari della specie sul balcone o in casa è molto probabile che nelle immediate vicinanze ci sia un luogo di deposizione.

Tra i luoghi preferiti figurano vasi, grondaie e recipienti di scarto. Tutte le fessure che potrebbero riempirsi di acqua stagnante vanno riempite di sabbia o ghiaia. Un trattamento atossico per prevenire le infestazioni è il Bacillus thuringiensis israelensis (Bti), un batterio nocivo solo per le larve.

È bene inoltre ricordare che la zanzara tigre, a differenza di altre specie che concentrano le loro aggressioni nelle ore serali e notturne, punge anche durante il giorno. Gli attacchi avvengono soprattutto all’aperto e in pieno giorno, mentre diminuiscono di notte e nelle prime ore del mattino.

A pungere sono solo le femmine, che necessitano di energia per deporre le uova. Spesso le zanzare tigre non riescono a ottenere tutto il sangue necessario con una sola puntura, per questo motivo tendono a pungere più ospiti, diventando vettori di malattie infettive anche gravi: dalla febbre del Nilo all’encefalite di St. Louis.

Le piante aromatiche e la Catambra hanno un effetto repellente. In casa inoltre è bene dotarsi di zanzariere e all’occorrenza usare piastrine a base di piretroidi, avendo cura di non soggiornare nei locali mentre il prodotto è in azione.

Anche gli animali domestici devono essere protetti adeguatamente dalle punture di zanzara tigre, ricorrendo a trattamenti specifici in grado di tenere lontani i fastidiosi insetti.

18 luglio 2016
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