Le zanzare sono insetti parte integrante dell’ordine dei Ditteri, una grande famiglia che conta la presenza di 3.540 specie. La caratteristica di questi esemplari è la presenza di una particolare bocca in grado di pungere e succhiare il sangue da altri animali, oppure i fluidi vitali. A possedere questo strumento sono solo gli insetti femmina, che così nutrendosi possono favorire la maturazione delle uova. Alcune di queste zanzare, oltre a suggere, sono in grado di trasmettere microrganismi patogeni alle loro vittime, senza nessuna distinzione che siano animali o uomini.

Esili e delicate, le zanzare sono insetti dalle dimensioni davvero ridotte – circa 3, 9 massimo 15 millimetri – ma in grado di rendere il sonno o il relax in un vero incubo. Nonostante l’apparenza innocente, possono trasformarsi in veicolo di trasmissione di malattie canine, come ad esempio filaria e leishmaniosi. Ma anche nei riguardi dell’uomo sono in grado di trasmettere e diffondere vere e proprie epidemie come il virus Zika, la malaria, la dengue e la febbre gialla (30.000 morti l’anno).

Habitat e ruolo delle zanzare

Solitamente l’habitat classico delle zanzare più giovani riguarda le zone stagnanti di vari formati, dagli acquitrini, alle paludi fino alle pozze d’acqua. La preferenza cade su spazi dove l’acqua non scorre e risulta ferma, a volte anche nelle fognature mostrando uno spiccato senso dell’adattamento. L’insetto predilige gli orari notturni, mentre durante il giorno preferisce ambienti freschi e riparati dal sole. In molti si sono domandati a cosa servano esattamente questi insetti, spesso così fastidiosi e inopportuni. Secondo gli studiosi ogni zanzara possiede un ruolo specifico in natura, come ad esempio i maschi di questa categoria che sono esperti impollinatori perché ghiotti di nettare. Sono loro i responsabili della coltura di alcuni fiori come le orchidee. Mentre in generale le zanzare risultano nutrimento per molti animali come pesci, tartarughe, libellule, uccelli e pipistrelli.

Per molto tempo gli studiosi si sono interrogati sulla loro importanza all’interno della catena alimentare, perché non tutte le zanzare sono prede e cibo. Mentre l’eradicazione di alcune tipologie di questa categoria potrebbe incidere sulla sopravvivenza di alcuni animali, ma non è chiaro quanto sia impattante questa loro assenza. Rimuovere un animale dall’ecosistema comporta spesso conseguenze negative, come afferma l’ecologo Marm Kilpatrick della University of California-Santa Cruz. Ma stabilire la gravità legata alla sua dipartita è complesso, in particolare per insetti così piccoli come le zanzare. Di sicuro il ridimensionamento della presenza di alcune tipologie potrebbe garantire ottimi benefici per la salute dell’essere umano, abbattendo la diffusione di alcune malattie e virus.

Per questo motivo molti stati mettono in atto politiche governative utili a circoscrivere l’azione e la presenza delle zanzare, attivando procedure che ne limitano la diffusione. Metodologie più o meno aggressive che, in passato, hanno avuto un impatto negativo sull’ambiente. Le tecniche attuali risultano più sicure, specialmente se affiancate a comportamenti specifici da replicare con costanza. Ad esempio evitando zone dove il ristagno d’acqua incita alla proliferazione delle zanzare, quindi l’utilizzo di creme e repellenti fino all’inserimento di batbox. Fino ai rimedi casalinghi più naturali e sani, dai gerani alla cannella, dal basilico fino all’eucalipto.

3 marzo 2016
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