Esistono 5 fattori che rendono alcune persone le vittime preferite delle zanzare. Questo sembrerebbe emergere confrontando quanto affermano alcuni studi compiuti negli ultimi anni, come ha riferito l’entomologo Joseph M. Conlon, consulente tecnico presso l’American Mosquito Control Association.

Secondo l’esperto le zanzare non scelgono in maniera causale i propri bersagli, ma vengono influenzate da precise caratteristiche fisiche evidenziate dai soggetti colpiti. Come ha spiegato in sintesi lo stesso Conlon:

Non c’è dubbio che alcuni individui siano più attraenti per le zanzare a causa di sostanze chimiche che secernono dalla loro pelle e dalla loro particolare flora cutanea.

Uno di questi 5 motivi è il gruppo sanguigno. A differenza degli altri, coloro che sono di tipo “0” possono secernere alcune tipologie di sostanze da cui derivano odori particolarmente attrattivi per le zanzare. Ciò li rende in maniera naturale tra i bersagli preferiti di queste poco invidiabili compagnie.

Altro “fattore di rischio” è l’intensa sudorazione, soprattutto se derivata da una prolungata attività fisica. La secrezione del sudore tende a favorire l’espulsione all’esterno di acido lattico, una sostanza molto apprezzata dalle zanzare e quindi in grado di aumentare le possibilità di essere “punti”.

La genetica non poteva poi non essere coinvolta. Analizzando i profili genetici di gemelli identici o semplici fratelli alcuni ricercatori hanno individuato, in certi individui, la produzione di repellenti naturali contro le zanzare. Una sorta di difesa della pelle, controllata proprio dalla combinazione dei geni, che protegge alcune persone e lascia altre preda delle zanzare.

Una birra fresca d’estate può risultare piacevole per gli amanti della bevanda alcolica, e non soltanto per loro. Secondo uno studio condotto in Africa occidentale (pubblicato sulla rivista PLOS ONE) chi ha consumato una “pinta” tende ad attirare più facilmente le zanzare. Stesso meccanismo che avverrebbe, secondo uno studio giapponese, a chi in generale assume alcol.

Le zanzare sfruttano infine l’anidride carbonica contenuta nell’aria che espiriamo per arrivare al malcapitato o malcapitata. Specificazione più che necessaria considerato che sono proprio le donne durante la gravidanza, spiega l’esperto, a correre i maggiori pericoli. Questo in quanto tendono a emettere il 21% in più di CO2, risultando due volte più attrattive per i fastidiosi insetti.

Secondo Laura Harrington, docente presso il Dipartimento di Entomologia della Cornell University, le gestanti potrebbero inoltre produrre, durante i nove mesi, odori volatili in grado di aumentare il rischio di puntura.

29 luglio 2016
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