Lo zafferano è una pianta originaria dell’Asia minore, dalle piccole dimensioni, ma dal grande potenziale. Appartiene alla famiglia delle Iridacee (nome scientifico Crocus sativus) ed è resa caratteristica dalla sua inflorescenza, i cui stimmi (di colore rosso) vengono utilizzati per realizzare la spezia tanto ricercata quanto costosa.

La raccolta degli stimmi del fiore di zafferano avviene in inverno e a essa segue il processo di essiccazione. Una volta portato a termine questo secondo passaggio si può procedere con la polverizzazione, dopo la quale si ottiene il prodotto finito e pronto all’uso. La spezia apparirà a questo punto nel classico colore giallo, frutto della presenza al suo interno della crocina. A donargli il suo particolare aroma è invece una sostanza chiamata safranale.

Tra le sostanze contenute in buona percentuale nello zafferano troviamo calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio e sodio. I carboidrati rappresentano il 65%, seguiti nell’ordine da proteine (9%), grassi (5,8%), ceneri (5%) e fibre (4%). A questi si aggiunge il residuo 12% circa di acqua. Di rilievo anche la presenza di vitamina A, vitamina C e di molte vitamine del gruppo B.

Proprietà curative

L’utilizzo dello zafferano è consigliato in modo particolare per la stimolazione del sistema immunitario, ottenendo così un rafforzamento delle naturali difese dell’organismo nei confronti ad esempio di attacchi virali come quelli influenzali o dell’herpes labiale.

L’assunzione di zafferano è associata a un’azione preventiva nei confronti di malattie degenerative legate a stress ossidativo. Il merito sarebbe da ascrivere, secondo gli esperti, alla sua azione di ostacolo nei confronti dei radicali liberi.

I benefici offerti dallo zafferano coinvolgono anche l’apparato cardiocircolatorio e quello respiratorio. Il primo vede questa spezia contribuire al controllo dell’ipertensione e dell’ipercolesterolemia, il secondo invece trova giovamento grazie all’azione sedativa dei sintomi di tosse e asma.

Tra le altre proprietà benefiche associate allo zafferano è possibile trovare quella a beneficio della concentrazione, di protezione del fegato o di stimolo per l’attività digestiva. Aiuta inoltre ad alleviare la depressione ed è considerato efficace in caso di mal di denti.

Le donne possono trovare infine giovamento dall’assunzione di zafferano in relazione alla possibile insorgenza di dolori mestruali, azione garantita dalla presenza di crocetina.

Consigli utili e curiosità

L’origine del nome zafferano deriva dall’espressione persiana “za’faran”, il cui significato è oro, luce o saggezza rivelata.

La polvere che si ottiene dalla sua lavorazione è molto calorica e corrisponde a 310 calorie ogni 100 grammi di prodotto. Va tuttavia ricordato che si tratta di una spezia da consumare con le dovute cautele e assolutamente senza esagerare.

La dose massima giornaliera relativa al consumo di zafferano è di 1,5 grammi, mentre 20 g. possono risultare letali. Già a 10 grammi tuttavia si presentano i primi sintomi di grave entità: tale dosaggio può provocare l’aborto nelle donne in gravidanza.

25 luglio 2016
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