Yucca, le proprietà del tubero

La yucca – conosciuta anche come manioca o Manihot esculenta – è una pianta originaria del Sudamerica e appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae Ciò che comunemente si indica con questo termine è la parte di interesse alimentare, ovvero il suo tubero: una radice impiegata sin dall’antichità come cibo. Le prove della sua coltivazione risalgono infatti al tempo dei Maya. La pianta è però ben più antica: alcune ricerche hanno datato la sua presenza nelle aree limitrofe al Golfo del Messico, più di 6.000 anni fa.

Ancora oggi la manioca riveste un ruolo di primaria importanza nella dieta delle popolazioni del Sudamerica e la sua produzione è diffusa ormai in tutto il mondo: il primo Paese produttore è oggi la Nigeria. Vediamo quali sono le sue caratteristiche nutrizionali e come impiegarlo in cucina.

Yucca: proprietà nutrizionali

Le radici tuberose della Manihot esculenta – nota appunto come manioca o yucca – sono, come le comuni patate, alimenti ricchi di amido: questo macronutriente arriva a costituire circa il 70% del peso della radice essiccata e il 30% di quella fresca. A fare la differenza è la presenza o l’assenza di acqua: la manioca fresca ne contiene circa il 70%, mentre quella essiccata solo il 30% del peso totale.

Il contenuto di proteine arriva al 3%, mentre quello di grassi è del tutto irrilevante. Poco significativo è anche l’apporto di sali minerali e vitamine. Tra queste ultime, l’unica che è presente in una concentrazione discreta è la C. Tuttavia, poiché il tubero si consuma cotto, le ricette finite ne sono quasi completamente prive.

Si distinguono due diverse varietà del tubero impiegate a scopo alimentare: la dolce e l’amara. Il gusto è prevalentemente dovuto alla presenza nella polpa di un glicoside tossico. Questa molecola, in grado di liberare acido cianidrico, viene facilmente eliminata con il lavaggio e la cottura.

I derivati più noti della yucca

La manioca viene impiega per la realizzazione di alcuni derivati. Tra questi uno dei più noti è la tapioca, la fecola che si ricava dalla lavorazione del tubero della varietà amara.

=> Scopri come si cucina la tapioca


La farina di cassava, invece, è il prodotto che si ricava dalla macinatura fine della radice della varietà dolce.

Crocchette di manioca e pecorino

Ingredienti per 20 crocchette:

  • 450 g di farina di manioca;
  • 1 uovo;
  • 80 g di pecorino stagionato;
  • pangrattato al naturale;
  • olio di arachidi per friggere.

=> Scopri le proprietà dell’olio di arachidi


Raccogliete in una ciotola la farina di manioca, l’uovo sbattuto e il pecorino grattugiato. Mescolate adeguatamente e formate un impasto sodo. Ricavate con le mani 20 crocchette, quindi passatele nel pangrattato e friggete in olio bollente e profondo, facendo attenzione alla temperatura di cottura. Raccogliete le polpettine cotte sulla carta assorbente e servite. La preparazione è ricca sia di carboidrati che di proteine, grazie alla presenza dell’uovo e del formaggio. Servitele con un ricco contorno di verdure crude fresche di stagione.

Bolo de aipim, torta brasiliana alla manioca

Ingredienti per uno stampo tondo del diametro di 20 centimetri:

  • 1 kg di manioca pulita;
  • 400 ml di latte di cocco;
  • 200 g di zucchero;
  • 3 uova grandi;
  • 100 g di burro sciolto.

=> Scopri le proprietà del latte di cocco


Mescolate metà del latte di cocco con metà dello zucchero, quindi lasciare riposare. Tagliate la manioca a tocchetti dopo averla sbucciata e frullatela: se necessario, aggiungete un po’ di acqua per ottenere un composto cremoso. Fate scolare il liquido e raccogliete la polpa frullata in una ciotola, poi unite il rimanente latte di cocco e mescolate adeguatamente. Unite lo zucchero, le uova e il burro sciolto. Versate in uno stampo per dolci antiaderente e cuocete in forno caldo a 200°C. Dopo 45 minuti circa, sfornate e cospargete con il latte di cocco zuccherato recuperato. Infornate nuovamente per circa un’ora. Sfornate e fate intiepidire prima di sformare.

19 settembre 2017
Immagini:
Lascia un commento