L’uso di latte in polvere, concentrato e condensato per la produzione dello yogurt rimane vietato. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri, mantenendo, nel decreto legislativo che recepisce la Direttiva europea 2007/61/Ce, il divieto attualmente in vigore. Tirano così un sospiro di sollievo le associazioni dei consumatori e degli allevatori, che erano insorte dopo che la Commissione agricoltura della Camera dei deputati aveva espresso parere favorevole sull’uso del latte concentrato. La decisione del Governo, però, ha dissolto i timori, incassando consensi da più parti.

È stato definitivamente chiarito – ha commentato il presidente di Coldiretti, Sergio Marini – che lo yogurt in Italia si continuerà a fare con il latte fresco senza inganni, come si aspettano i consumatori e gli allevatori. Le nostre preoccupazioni sono state raccolte positivamente dal ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano in Consiglio dei Ministri.

Esulta anche COPAGRI (Confederazione produttori Agricoli), sottolineando in particolare è stato definitivamente scongiurato il rischio di un import massiccio di latte concentrato dall’estero destinato alla trasformazione in prodotti lattiero-caseari a uso alimentare. Secondo l’associazione, oltre a danneggiare fortemente le aziende italiane, questo avrebbe ridotto le garanzie in termini di sicurezza alimentare.

Per Giuseppe Politi, presidente della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), si tratta di un vero e proprio «scampato pericolo», oltre che una vittoria degli allevatori e dei consumatori. Lo yogurt è “salvo” anche secondo il Movimento per la Difesa del Cittadino (MDC), che ha approfittato dell’occasione per ricordare quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un prodotto di qualità.

Prima di tutto, spiega il MDC, per avere la denominazione “yogurt” il latte deve essere fermentato con due microrganismi in particolare: il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus. I prodotti contenenti altri tipi di fermenti, pertanto, non possono chiamarsi yogurt, ma “latte fermentato”.

L’associazione consiglia poi di preferire prodotti che non contengano (fa fede l’etichetta) aromi artificiali e coloranti, e di consumare lo yogurt con l’anticipo maggiore possibile rispetto alla data di scadenza: i fermenti, infatti, “muoiono” man mano che il tempo passa, e sono quindi più numerosi nei prodotti freschi.

L’ultima raccomandazione riguarda la quantità di zucchero presente nei vasetti, che, secondo le indicazioni del Movimento, non dovrebbe superare i 12-13 grammi per 100 di yogurt. Fanno eccezione i prodotti per l’infanzia, in cui lo zucchero può arrivare anche al 16%. La soluzione migliore, comunque, resta quella di convertirsi allo yogurt fai da te: sicuro, economico e amico dell’ambiente.

6 ottobre 2011
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