Il 30 marzo dovrebbe prendere il via l’abbattimento a Oria, in Provincia di Brindisi, delle piante di ulivo infette da Xylella fastidiosa, il batterio infestante scoperto nel 2013 e che ha già devastato le colture di ulivo, soprattutto nel Salento. La località è stata scelta perché assieme alla Provincia di Lecce è stata focolaio di infezione della malattia.

C’è qualcuno però che non è d’accordo: due avvocati, Giovanni e Guido Pesce, proprietari di un uliveto da un centinaio di piante, nella stessa Oria, hanno depositato ieri un ricorso d’urgenza al TAR con il quale sono stati impugnati tutti gli atti del commissario straordinario Silletti, i verbali di accertamento, le ordinanze e sono state chieste delle verifiche più approfondite di tipo documentale e sulle piante. I due proprietari ritengono infatti che la questione sia complessa e vada approfondita. Giuseppe Pesce spiega:

Non è detto che l’eradicazione sia l’unica soluzione possibile. Emergono tra l’altro eventuali ipotesi alternative al contagio del batterio Xylella fastidiosa come causa dell’essiccamento degli ulivi.

Ipotesi rafforzata da Guido Pesce, che sottolinea:

Si parla della possibile azione di un fungo patogeno, ma non solo. Abbiamo saputo che nel Salento ci sono delle piante che sono state curate.

Secondo quanto si legge nel ricorso presentato al TAR dai due avvocati pugliesi, si richiede di:

Conoscere esattamente i risultati delle indagini e prove di laboratorio effettuate sul fondo di sua proprietà; di conoscere quali misure fitosanitarie debbano essere predisposte prima dell’abbattimento; di avere accesso ai verbali di ispezione del fondo del Corpo Forestale dello Stato.

Si diffida dall’ulteriore ingresso del fondo e dall’abbattimento degli alberi contrassegnati in attesa di conoscere gli atti e se si dovesse stabilire l’abbattimento, chiede di conoscere la motivazione dello stesso e gli allegati su cui si fonda, compreso il parere obbligatorio dell’Ufficio provinciale dell’agricoltura.

27 marzo 2015
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I vostri commenti
giorgio, sabato 28 marzo 2015 alle10:31 ha scritto: rispondi »

E' molto sospetta la fretta di procedere a questi abbattimenti, mentre per il punteruolo rosso si è dormito per lustri senza neanche preoccuparsi di verificare se esistesse una cura, che c'è ed è banale.

Lucio, venerdì 27 marzo 2015 alle22:40 ha scritto: rispondi »

Credo che l'abbattimento degli ulivi,sia un intervento ingiustificato e prematuro. Si attenda il responso dei centri di ricerca universitari, che sicuramente staranno studiando opportuni rimedi.

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