Continuano in Puglia i tentativi di scongiurare il taglio netto, proposto dall’Unione Europea, di tutte le piante di ulivo infettate dal batterio Xylella fastidiosa, in Puglia e in particolar modo nel Salento.

Il comitato “Voce dell’Ulivo” e Aprol Lecce, i produttori olivicoli della Provincia di Lecce, hanno scritto a tal proposito al Commissario straordinario per l’emergenza Xylella fastidiosa, Giuseppe Silletti, per proporre un piano alternativo a quello che è stato deciso e che viene considerato troppo drastico.

Specificano in ogni caso la volontà di collaborare, ma a patto di effettuare alcune modifiche: propongono di ridurre drasticamente l’apparato fogliare infetto, ma senza eradicare. Dichiarano infatti che:

Da questa pratica si possono ottenere molteplici benefici: possibile risanamento di piante infette allo stato iniziale, tutela del patrimonio olivicolo e paesaggistico, drastica riduzione di insetticidi, contenimento dei costi per gli agricoltori, velocità di intervento, applicabilità anche in zone inaccessibili ai mezzi meccanici e piu’ facile monitoraggio dell’evoluzione della malattia.

Il comitato “Voce dell’Ulivo” critica inoltre l’Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni e il Commissario Silletti per l’inerzia dimostrata finora. Nel frattempo si fanno strada anche ipotesi di possibili cure: stanno arrivando i primi risultati di uno studio realizzato dalle Università di Bari, Foggia e Lecce, dal Cnr e dal Centro di ricerca Basile Caramia di Bari. È stato promosso dall’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Puglia e la Regione lo ha finanziato per 500 mila euro.

Lo studio contempla la possibilità di utilizzare nanovettori contenenti ioni rame, ioni zinco, solfato di rame, usati anche tradizionalmente nell’agricoltura per arrivare, attraverso i vasi xilematici (vasi linfatici delle dimensioni di circa 20 micrometri), a colpire selettivamente il batterio causa dell’infestazione.

I risultati su piccole piante in laboratorio fanno sperare in concrete possibilità, come spiega Giuseppe Ciccarella, ricercatore dell’Università del Salento.

La Francia invece, in attesa dell’istituzione di un sistema europeo non ancora ben definito, ha adottato misure nazionali: il ministro francese dell’Agricoltura, Stéphane Le Foll, ha deciso con un decreto firmato il 3 aprile di vietare l’ingresso dalla Puglia, per scopi commerciali, di qualsiasi tipo di pianta a rischio di infezione da Xylella.

7 aprile 2015
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Agi
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I vostri commenti
rita, giovedì 7 maggio 2015 alle0:19 ha scritto: rispondi »

Se Ippolito Pizzetti fosse vivo l'unica voce che vorrei sentire sarebbe la sua e comunque olivi millenari morti, sebbene secchi e defogliati dovrebbero diventare un parco archelogico... Prima di tagliare piante sane si devono adottare misure di contenimento del danno...ma la ragionevolezza ormai è fantascienza, la prevenzione costa troppa fatica quindi meglio distruggere, no?

fabio, lunedì 20 aprile 2015 alle20:30 ha scritto: rispondi »

una pianta di 10 metri di altezza circa regala 6 mc di ossigeno al giorno

francesco, sabato 11 aprile 2015 alle20:11 ha scritto: rispondi »

Per fortuna che qui sono tutti esperti... Se l' ue ha consigliato di tagliare qualche ragione ce l'avrà... Ma in Italia ormai sono tutti antieuropeisti... Tutti che votano Grillo e Salvini

marcello miccoli, mercoledì 8 aprile 2015 alle9:42 ha scritto: rispondi »

Siamo stati capaci di distruggere quello che i nostri antenati avevano costruito in migliaia di anni. Spero soltanto che la ricerca della soluzione di questo problema non venga affidata alle stesse menti eccelse che l'hanno creata. Mi riferisco a quegli scienziati che avevano pensato bene di vietare ai coltivatori di bruciare le ramaglie ed i residui di potatura in loco, oppure in nome della tanto decantata sicurezza sul lavoro di forzare la potatura a non più di quattro metri di altezza. Spero di sbagliarmi, ma mi sa tanto che le cause di questa tragedia dovremo cercarle in casa nostra e forse sarebbe ora di far pagare i danni ai responsabili di tutto questo o, quanto meno, di togliergli lo stipendio che gli elargiamo ancora con tanto affetto.

mario valente, martedì 7 aprile 2015 alle19:30 ha scritto: rispondi »

la soluzione di eliminare il fogliame infetto dalla xylella degli alberi d'ulivo appare come la migliore, invece che la assurda "cura" della drastica distruzione delle piante, prima ancora di verificare l'esito dell'arresto dell'infezione con l'applicazione di ioni di rame, etc.

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