Gli ulivi pugliesi colpiti dalla xylella fastidiosa potranno essere abbattuti. La misura di contenimento del batterio killer interesserà anche le piante sane nel raggio di 100 metri. A stabilirlo è stata una sentenza della Corte di giustizia europea il cui intervento è stato richiesto dal TAR del Lazio, interpellato a sua volta da alcuni proprietari di uliveti pugliesi.

Il tribunale italiano aveva temporaneamente sospeso gli abbattimenti degli ulivi in Puglia disposti un anno fa dalla Commissione Europea, in attesa che la Corte di Giustizia si pronunciasse.

L’organo comunitario ha fatto crollare ogni speranza degli agricoltori pugliesi. Secondo la Corte di Giustizia la Commissione Europea è legittimata a ordinare l’abbattimento degli alberi malati e degli ulivi sani che si trovano nelle immediate vicinanze delle piante colpite:

Questa misura è proporzionata all’obiettivo di protezione fitosanitaria nell’Unione ed è giustificata dal principio di precauzione, tenuto conto delle prove scientifiche di cui la Commissione disponeva al momento della sua adozione.

I proprietari di ulivi hanno contestato l’assenza di prove scientifiche che accertino la relazione di causa-effetto tra la Xylella e il dissecamento rapido degli ulivi. Secondo la Corte di Giustizia per applicare il principio di precauzione è però sufficiente la correlazione significativa riscontrata tra la presenza del batterio e la malattia degli alberi.

La palla ora passa di nuovo al TAR che è chiamato a prendere una decisione definitiva sull’abbattimento degli ulivi, tenendo conto della sentenza dell’UE. La ripresa degli abbattimenti sarebbe un duro colpo per l’economia pugliese.

La misura interesserebbe tutti gli ulivi contaminati e le piante sane nel raggio di 100 metri, a eccezione dei 3 mila ulivi sequestrati dalla Procura di Lecce dopo la sospensione del piano regionale Silletti. Anche per questi ulivi però la salvezza è tutt’altro che scontata. La Procura a seguito della decisione della Corte di Giustizia europea starebbe valutando la revoca del sequestro.

L’unico a poter sfidare l’UE, andando incontro però a procedure d’infrazione peraltro già avviate, a questo punto è il Governatore Michele Emiliano. Il presidente pugliese potrà decidere se tenere o meno conto delle disposizioni comunitarie nel nuovo piano regionale anti-Xylella.

La Coldiretti si è appellata proprio a Emiliano, chiedendo un incontro urgente per concordare una nuova strategia dopo la sentenza. Il presidente della Coldiretti Puglia Gianni Cantele ha attaccato le autorità europee:

L’UE, oltre a confermare la violenza delle misure precedentemente adottate, scarica incredibilmente la patata bollente sull’Italia che dovrà ipotizzare in solitudine un regime che conceda ai proprietari dei fondi interessati un indennizzo ragionevolmente commisurato al valore delle piante distrutte.

9 giugno 2016
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