Il piano di interventi per il contenimento della Xylella fastidiosa, batterio che ha messo in ginocchio gli ulivi del Salento, è stato approvato il 19 marzo dopo l’audizione del commissario straordinario all’emergenza fitosanitaria Giuseppe Silletti in Commissione agricoltura della Camera dei Deputati.

Nel frattempo in Provincia di Brindisi, fra Oria e Carosino, due squadre del Corpo Forestale dello Stato hanno iniziato il monitoraggio delle piante infette e la scelta dei soggetti da abbattere che sono stati segnati con una croce rossa. La zona scelta è una zona di focolaio all’interno dell’area cuscinetto della Provincia di Brindisi.

Altro focolaio è stata l’intera Provincia di Lecce ed è proprio da queste zone che partiranno le operazioni di sradicamento, dopo che oggi e domani il Piano sarà valutato dall’apposito Comitato europeo e sarà dato il via ai tagli. Si tratterà di un abbattimento selettivo delle piante infette, ma sono previsti interventi anche per le zone di profilassi e cuscinetto, ovvero l’applicazione delle “buone pratiche colturali” come diserbo e aratura, quest’ultima entro il 5 aprile.

Dopo questa fase di “messa in sicurezza” si agirà con due trattamenti insetticidi tra maggio e luglio per bloccare l’avanzata della cicalina Sputacchina, vettore del batterio della Xylella Fastidiosa.

Questo trattamento è previsto per gli ulivi, ma anche per i frutteti del genere Prunus, che potrebbero essere colpiti dallo stesso patogeno. Il commissario Silletti è intervenuto spiegando che:

Da subito, attraverso ordinanze, metteremo in atto il piano approvato e che prevede cinque tipologie di intervento, sulla base di un cronoprogramma che terminerà l’8 agosto del 2015. Poi il Governo dovrà decidere se prolungare o meno il periodo.

Per tutti gli interventi sono già stati stabiliti l’importo della spesa, le priorità e le tempistiche. La volontà rimane quella di eliminare il minore numero di piante, per non distruggere l’economia locale e per evitare il rischio di desertificazione.

Nel frattempo in vista della domenica delle Palme, a Milano l’ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) ha effettuato controlli sui rami di ulivo arrivati all’Ortomercato proprio per l’occasione. Derivano tutti da ulivi del Lago di Garda, che è zona considerata indenne. Non sono state trovate, nei 200 quintali analizzati, tracce di infezione.

Risultati diversi invece a Bari, dove gli uomini della Forestale, in seguito a un controllo in una ditta specializzata in energia da biomasse, hanno denunciato quattro persone. Al momento della verifica della provenienza del materiale avrebbero scoperto che i residui erano scarti di potature effettuate nelle campagne di Squinzano, in Provincia di Lecce, cioè provenienti proprio dalle zone maggiormente infette.

Sarebbero quindi state violate le misure fitosanitarie obbligatorie, che impongono di bruciare o interrare il materiale vegetale, risultato delle lavorazioni, in loco senza effettuarne spostamenti di alcun tipo.

25 marzo 2015
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I vostri commenti
mexsilvio, mercoledì 25 marzo 2015 alle20:39 ha scritto: rispondi »

L'anno scorso si era parlato di una possibile cura , con una copertura , ed inalazione di vapore acqueo , a temperature alte .. non dannose per le piante ..!!! e risolutiva ..???

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